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SOSTEGNO AI GIOVANI AGRICOLTORI


13 ottobre 2015
Category:   Homepage

I giovani in Italia scelgono l’agricoltura

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Le nostre Consulenze e Soluzioni in agricoltura:

Ti possiamo offrire assistenza nella programmazione di acquisto, studio di fattibilità, assistenza nei finanziamenti dedicati all’agricoltura.

Predisposizione ed analisi dei dati economici e patrimoniali per la valutazione e la sostenibilità di investimenti e finanziamenti delle società agricole.

Predisposizione di piani economici previsionali al fine di valutare l’impatto di investimenti ed impegni finanziari.

Predisposizione fascicolo e caricamento in procedura della richiesta di accesso alla garanzia diretta ISMEA ( disciplinata dal Decreto 22 marzo 2011 del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Gestione procedura bando ISI INAIL Agricoltura:

a) Inserimento on-line del progetto;

b) Inserimento codice identificativo;

c) Invio del codice Identificativo;

d) Invio della Domanda

Supportare le diverse fasi dell’acquisto, offrendo un prodotto/servizio rispondente alle esigenze del cliente.

Curare il servizio vendita sulla base delle specifiche assegnate, attuando la promozione, il riordino e

l’esposizione.

Formazione di business plan per aziende in start up e non.

La soluzione completa di prodotti e servizi pensata per tutti gli attori della filiera agricola.

Servizi dedicati per rispondere alle esigenze.

 

Contattaci: inviaci una mail con un recapito telefonico sarete contattati per un maggior chiarimento in merito.

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A Roma prime terre assegnate ai giovani

Agricoltura e giovani: ecco come cambia il contadino

Agricoltura e lavoro: nuove opportunità per i giovani

Agricoltura e occupazione: nuovi dati positivi dall’Istat

Agricoltura in Ue? Il futuro sono i giovani

Agricoltura: più giovani, più tecnologia

Arrivano le smart farm dei giovani agricoltori italiani: sostenibilità ed efficienza le due parole d’ordine

Boom in agricoltura con un + 3,6% di nuove assunzioni : il settore che sfida la crisi

Come cambia pelle l’agricoltura italiana: più giovani, più rete, più mercati esteri

Cresce il consumo di cibo biologico tra i giovani

Giovani agricoltori oggi: boom di richieste per i Psr in Toscana

Giovani e agricoltura in Italia: under 35 una impresa su tre

Giovani e agricoltura: + 15% di fatturato

Giovani, famiglia e laurea: l’agricoltura cambia pelle

Good news: al via 20.000 posti per i giovani in agricoltura

I giovani in Italia scelgono l’agricoltura

Imprese e rete: Ismea apre un bando per i giovani agricoltori

 

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Con Terrevive, il futuro dell’ agricoltura è in mano ai Giovani

 

Mille giovani per l’agricoltura sociale

Siglato l’accordo cofinanziato dal Mipaaf e dal ministero del Lavoro che permetterà ai giovani del Servizio civile nazionale di dare il loro contributo nel settore

Sono mille i giovani del Sevizio civile nazionale che potranno vivere esperienze di agricoltura sociale in tutta Italia, partecipando al progetto cofinanziato dal Mipaaf e dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. A renderlo noto oggi, sei aprile 2016, il Mipaaf a seguito dell’accordo siglato tra il ministro Maurizio Martina e il sottosegretario del ministero del Lavoro Luigi Bobba.

L’intesa quadro tra presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della gioventù e del Servizio civile nazionale, ministero del Lavoro e delle politiche sociali e ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, prevede che mille giovani possano lavorare in progetti di agricoltura sociale svolgendo attività come:

  • Inserimento lavorativo di persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico-fisico, problemi psichiatrici, dipendenze da alcool o droghe, detenzione, ecc.) in aziende agricole o cooperative sociali agricole.
  • Formazione, soprattutto con forme come la borsa lavoro e il tirocinio, per soggetti a bassa contrattualità, finalizzate anche all’inserimento lavorativo.
  • Offerta di attività di co-terapia, in collaborazione con i servizi socio-sanitari, per persone con difficoltà temporanee o permanenti (handicap psico-fisico, problemi psichiatrici, anziani).
  • Offerta di servizi alla popolazione: bambini (agri-nidi, attività ricreative, campi scuola, centri estivi), anziani (attività per il tempo libero, orto sociale, fornitura di pasti, assistenza).

“L’Italia - ha affermato Martina - è ancora una volta all’avanguardia sul fronte dell’inclusione sociale e della formazione sul lavoro. Avremo mille giovani del Servizio civile nazionale che potranno dare il loro contributo nei progetti di agricoltura sociale. Significa contare su volontà e passione dei ragazzi che potranno entrare in contatto con esperienze del terzo settore. Diamo così un’attuazione immediata all’importante legge sull’agricoltura sociale approvata in Parlamento, sostenendo concretamente anche percorsi di formazione in questo mondo. Guardare alla terra significa guardare al futuro, compreso quello professionale”.

“Abbiamo inserito un altro tassello importante in ambiti fondamentali per la crescita dei nostri giovani” ha precisato il sottosegretario Bobba commentando l’accordo siglato.
“La cultura dell’ambiente, dell’alimentazione ed anche dell’agricoltura sono infatti tematiche attualissime e rappresentano uno sbocco economico eoccupazionale per il nostro Paese, che potranno arricchire ancora di più il percorso dei ragazzi del servizio civile. Se poi si pensa che è di questi giorni l’approvazione da parte del Senato della legge delega di riforma del terzosettore, in cui il Servizio civile nazionale diventa universale, ovvero accessibile a tutti, questo accordo ha un ruolo chiave”.

“Infatti la firma del protocollo consentirà a ulteriori mille giovani di poter svolgere il Servizio civile nazionale - conclude Bobba - rendendo sempre più concreto l’impegno del Governo ad offrire tale opportunità ad un numero sempre crescente di giovani”.

Dati
In Italia sono oltre mille le esperienze di agricoltura sociale, con oltre 390 cooperative sociali che danno lavoro a 4mila occupati e sviluppano più di 200 milioni di euro di fatturato.

Esempi
In tutta la penisola si trovano esempi di valore come quello della Cascina biblioteca di Milano, dove si lavora sull’inclusione dei disabili anche attraverso l’ippoterapia, insieme a diverse attività di formazione per bambini, dai campi estivi all’agri-nido.
Nel Lazio una delle attività con più storia è quella dell’Agricoltura Capodarco di Grottaferrata, vicino Roma, che lavora dal 1978 su trenta ettari di terreno. Tra i numerosi progetti portati avanti c’è “Vivaio”, un laboratorio sociale per persone con disabilità psichica che esercitano principalmente attività florovivaistiche in serra, a contatto con piante e natura come terapia.

In Campania, invece, opera la fattoria sociale “Fuori di zucca”, cha ha riconvertito gli spazi dell’ex Ospedale psichiatrico di Aversa (Ce), trasformandolo in un’azienda biologica multifunzionale che occupa persone svantaggiate e sviluppa attività didattiche nel territorio.

Focus legge agricoltura sociale
Tra le principali novità introdotte con la legge sull’agricoltura sociale approvata nell’agosto 2015:

  • l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale;
  • prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura;
  • prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante;
  • iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche;
  • le Regioni, nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale;
  • le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale;
  • i Comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche;
  • gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli;
  • gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;
  • istituito l’Osservatorio sull’agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. E’ chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.

 

L’agricoltura che piace ai giovani e crea lavoro

 

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L’onda lunga di Expo in Italia? Si manifesta anche con l’aumento del 12% di giovani italiani (under 35) che hanno scelto l’agricoltura, l’allevamento, la pastorizia e la pesca come propria attività. Una nuova generazione di contadini, nata grazie ad una capillare e rapida acquisizione di processi innovativi che spingono l’occupazione. È quanto emerge dalla prima analisi “Lavoro giovanile in agricoltura dopo Expo” relativa al primo trimestre del 2016 e divulgata dalla Coldiretti. I dati presentati dal rapporto sottolineano che il grande evento ospitato a Milano nel 2015 ha contribuito ad accelerare una tendenza positiva già in atto, che vede l’aumento dei giovani lavoratori del settore primario sia come dipendenti (+15%), sia indipendenti (imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari o soci di cooperative agricole) con una crescita del 9%. L’incremento – aggiunge Coldiretti – si registra sia tra i ragazzi (+16 per cento) sia per le ragazze (+5 per cento). Un risultato record rispetto al dato generale che vede l’occupazione giovanile nei vari settori crescere dell’1%, frutto di un avanzamento del 2% per commercio, alberghi e ristoranti e del 3% negli altri servizi, mentre arretra, sia pure leggermente, l’industria.

Tra gli oltre 44mila giovani oggi alla guida di un’azienda agricola in Italia, la vera novità è rappresentata da nuovi arrivi provenienti da altri settori, che hanno deciso di scommettere sulla campagna. Si tratta, quindi, di veri e propri agricoltori di prima generazione, metà dei quali possiede una laurea. Sempre secondo Coldiretti, a quindici anni dall’approvazione delle legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale, tanto che oltre il 70% delle imprese under 35 opera in attività complementari alla coltivazione: trasformazione dei prodotti e loro vendita diretta, fattorie didattiche, agriasilo, corsi di cucina e di cura dell’orto, agricoltura sociale e agribenessere. La quintessenza della multifunzionalità agricola, quindi, capace di tradursi in valore aggiunto: basti pensare che le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.

Con l’avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale approvati dall’Unione Europea ci sono opportunità di insediamento nell’agricoltura italiana per almeno ventimila giovani fino al 2020 -ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – abbiamo di fronte una occasione forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana e la competitività delle imprese, ma occorre un dialogo costruttivo con la pubblica amministrazione per rendere più agevole e veloce l’accesso alle misure previste”. Forti di queste premesse, i giovani di Coldiretti hanno consegnato al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina un documento contenente proposte per l’avvio e lo sviluppo delle giovani imprese agricole. Un “manifesto” in sei punti, che parla di semplificazione per consentire l’accesso alla terra, di incremento dell’occupazione con politiche innovative che agiscono sugli oneri previdenziali, investimenti per l’innovazione agevolati ed un più facile accesso al credito, formazione continua dei giovani agricoltori e di coloro che aspirano ad intraprendere in agricoltura. Non manca l’appello per intensificare l’uso delle nuove tecnologie tra i giovani agricoltori e diminuire il digital divide delle aree rurali e per ampliare i confini della multifunzionalità nella gestione dei beni comuni.

Agricoltura ai Giovani: arriva un concorso per start up

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L’agricoltura come investimento per un futuro migliore è l’obiettivo che ha accompagnato l’idea del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; nella persona di Maurizio Martina, infatti, il ministero ha lanciato una sfida ai più giovani che sognano di poter avviare una propria attività imprenditoriale proprio in agricoltura. Con lo scopo di offrire un prestigioso posto (fianlizzato alla valorizzazione della propria attività) durante l’Expo del 2015, il Ministro Martina ha pensato all’idea di un fondo a sostegno delle start up più innovative in campo agricolo.

Per poter partecipare e, quindi essere tra coloro che potranno usufruire di tale agevolazione economica, i requisiti sono i seguenti:

  • Avere aperto la propria attività da meno di 48 mesi
  • Essere imprenditori con meno di 40 anni.

Si tratta di un vero e proprio concorso che selezionerà Nuovi Talenti Imprenditoriali. Secondo quanto riportato dal bando, alle prime 25 aziende classificate andrà un premio in denaro del valore di circa 30.000 euro e l’opportunità di avere uno spazio dedicato proprio durante Expo 2015. I tempi di consegna dei propri progetti sono molto stretti: il termine utile, infatti è stato fissato al 15 Dicembre p.v. e saranno presi in esame da una giuria presieduta da Alessandra Poggiani, direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Il Ministro Martina ha così commentato questa sua idea: “Le start up agricole e alimentari avranno un ruolo fondamentale nel rappresentare il modello agricolo italiano in Expo. Questo bando si inserisce in un progetto più ampio di iniziative che riguardano le nuove imprese in vista dell’appuntamento di Milano. Si punta tutto sull’innovazione per raccontare le storie dei giovani che hanno voglia di investire in questo settore. Il ricambio generazionale è una priorità, vogliamo far crescere il numero di aziende condotte da giovani e proiettare il comparto nel futuro”.

L’agricoltura piace ai giovani, anche grazie a Expo

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L’onda lunga di Expo in Italia? Si manifesta anche con l’aumento del 12% di giovani italiani (under 35) che hanno scelto l’agricoltura, l’allevamento, la pastorizia e la pesca come propria attività. Una nuova generazione di contadini, nata grazie ad una capillare e rapida acquisizione di processi innovativi che spingono l’occupazione. È quanto emerge dalla prima analisi “Lavoro giovanile in agricoltura dopo Expo” relativa al primo trimestre del 2016 e divulgata dalla Coldiretti. I dati presentati dal rapporto sottolineano che il grande evento ospitato a Milano nel 2015 ha contribuito ad accelerare una tendenza positiva già in atto, che vede l’aumento dei giovani lavoratori del settore primario sia come dipendenti (+15%), sia indipendenti (imprenditori agricoli, coadiuvanti familiari o soci di cooperative agricole) con una crescita del 9%. L’incremento – aggiunge Coldiretti – si registra sia tra i ragazzi (+16 per cento) sia per le ragazze (+5 per cento). Un risultato record rispetto al dato generale che vede l’occupazione giovanile nei vari settori crescere dell’1%, frutto di un avanzamento del 2% per commercio, alberghi e ristoranti e del 3% negli altri servizi, mentre arretra, sia pure leggermente, l’industria.

Tra gli oltre 44mila giovani oggi alla guida di un’azienda agricola in Italia, la vera novità è rappresentata da nuovi arrivi provenienti da altri settori, che hanno deciso di scommettere sulla campagna. Si tratta, quindi, di veri e propri agricoltori di prima generazione, metà dei quali possiede una laurea. Sempre secondo Coldiretti, a quindici anni dall’approvazione delle legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale, tanto che oltre il 70% delle imprese under 35 opera in attività complementari alla coltivazione: trasformazione dei prodotti e loro vendita diretta, fattorie didattiche, agriasilo, corsi di cucina e di cura dell’orto, agricoltura sociale e agribenessere. La quintessenza della multifunzionalità agricola, quindi, capace di tradursi in valore aggiunto: basti pensare che le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.

Con l’avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale approvati dall’Unione Europea ci sono opportunità di insediamento nell’agricoltura italiana per almeno ventimila giovani fino al 2020 -ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – abbiamo di fronte una occasione forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana e la competitività delle imprese, ma occorre un dialogo costruttivo con la pubblica amministrazione per rendere più agevole e veloce l’accesso alle misure previste”. Forti di queste premesse, i giovani di Coldiretti hanno consegnato al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina un documento contenente proposte per l’avvio e lo sviluppo delle giovani imprese agricole. Un “manifesto” in sei punti, che parla di semplificazione per consentire l’accesso alla terra, di incremento dell’occupazione con politiche innovative che agiscono sugli oneri previdenziali, investimenti per l’innovazione agevolati ed un più facile accesso al credito, formazione continua dei giovani agricoltori e di coloro che aspirano ad intraprendere in agricoltura. Non manca l’appello per intensificare l’uso delle nuove tecnologie tra i giovani agricoltori e diminuire il digital divide delle aree rurali e per ampliare i confini della multifunzionalità nella gestione dei beni comuni.

 

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LaStampa.it

Boom di giovani agricoltori: +12% in un anno

Lo studio di Coldiretti: nel settore incremento del 6,2% per numero di occupati

 

Finanziamenti europei a fondo perduto, come funzionano e come ottenerli

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finanziamenti europei a fondo perduto sono una di quelle ancore di salvezza che ancora possono essere utilizzate dagli imprenditori italiani per tentare di avviare la propria attività, o sostenerne una già avviata, senza dover ricorrere a mutui a tassi esagerati elargiti dalle banche (quando li elargiscono). Va però specificata subito una cosa: i finanziamenti a fondo perduto nel vero senso della parola (cioè che non va restituito nemmeno un euro) sono rari e, in realtà, non sono mai completamente a fondo perduto.

Nella definizione di finanziamento europeo rientra quella quota di microcreditomessa a disposizione di anno in anno dall’Unione Europea, la quale viene assegnata ad ogni singolo Paese facente parte la comunità, o anche a solo una parte della nazione stessa. Ad esempio in Italia il Sud e le Isole hanno una quota maggiore di finanziamenti perché ritenute aree disagiate, rispetto al Nord Italia. Inoltre, trattandosi di microcredito, di solito gli importi erogati non superano i 25 mila euro per i lavoratori autonomi o per le aziende con meno di 10 dipendenti.

Altro aspetto da tenere in considerazione è che l’Unione Europea non elargisce direttamente l’importo finanziato a chi ne fa richiesta, ma bisogna passare attraverso i canali del credito tradizionale, dunque banche e finanziarie, che valutano il progetto e, solo dopo l’approvazione, fanno confluire tali importi nel conto bancario dell’impresa.

Il primo passo per ottenere un finanziamento è la normale ricerca. Sul sito ufficiale dell’Unione Europea, o in gazzetta ufficiale, o a volte anche sui siti istituzionali del proprio Paese, vengono pubblicati periodicamente i bandi per ottenere questi aiuti. Per l’Italia il punto di riferimento è il sito del Ministero dello Sviluppo Economico, ma sono fondamentali anche il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, nel quale vengono pubblicate anche tutte le ultime normative a riguardo, il sito di Invitalia nel quale sono elencati anche i finanziamenti nazionali come gli incentivi alle assunzioni, oppure il sito della propria Regione di appartenenza. Si tratta di veri e propri bandi di gara, suddivisi per ambiti. All’interno del bando sono sempre elencati i requisiti per ottenere il finanziamento, nonché le modalità per farne richiesta.

Il secondo step è redigere un business plan. Questo piano deve dimostrare la bontà della propria iniziativa nel suo complesso, elencando così di cosa ci andremo ad occupare, quanti soldi andremo ad investire, quanto prospettiamo di incassare, ed eventualmente come potremmo rientrare dai debiti. Il finanziamento europeo, anche quando riporta la dicitura “fondo perduto”, in realtà quasi mai finanzia il 100% dell’impresa. Nella maggior parte dei casi non supera il 50%, e così il restante 50% o dev’essere già in possesso dell’imprenditore, oppure viene finanziato dalla banca che fa da intermediaria, o ancora dall’Unione Europea stessa, la quale però applica tassi di interesse inferiori a quelli normali.

 

 

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L’agricoltura che piace ai giovani e crea lavoro

Lo Stato vende i suoi terreni dando la precedenza agli under 35, le Regioni offrono incentivi: è il momento di avviare un’impresa nel verde…

Spazio ai giovani. Ciò che più conta, per chi intende cominciare, è che nell’assegnazione dei terreni (in vendita o in locazione) sarà data la precedenza ai giovani tra i 18 e i 35 anni. La Legge di stabilità, infatti, all’articolo 4 dice che «al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto il diritto di prelazione (ovvero la precedenza, ndr) ai giovani imprenditori agricoli». La Coldiretti ha calcolato che dalla vendita o dall’affitto dei terreni demaniali possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani.

Giovani imprenditori agricoli. Natura, green, ambiente, local, slow: una rete di “tag” entrati ormai nel pensiero comune ha rinnovato da qualche tempo l’interesse delle giovani generazioni per il lavoro nei campi, nella forma dell’impresa avviata e gestita in prima persona. L’agricoltura, sottolinea la Coldiretti, è al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani. È l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori under 30 negli ultimi quindici anni.

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AGRICOLTURA E GIOVANI AGRICOLTORI: L’AGRICOLTURA CHE PIACE AI GIOVANI

finanziamenti per giovani agricoltori tramite ISMEA
Linea di credito da 150 milioni di euro per il ricambio generazionale in agricoltura

La Banca europea degli investimenti (BEI) ha approvato una linea di credito da 50 milioni di euro a favore dell’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, per la concessione di finanziamenti ai giovani agricoltori.

Spazio ai giovani nel settore agricolo. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa della BEI a sostegno dell’Italia, a fronte dei dati poco rassicuranti sul ricambio generazionale in agricoltura. Secondo i dati della Associazione Giovani Imprenditori Agricoli (AGIA) della CIA, solo il 7% delle aziende agricole italiane sono condotte da under 40.

Attraverso i 50 milioni di euro messi a disposizione dalla BEI, l’ISMEA potrà concedere finanziamenti a sostegno di start-up e progetti di ampliamento di imprese agricole giovanili già esistenti. I prestiti, con durata massima pari a 20 anni, potranno anche sostenere investimenti per l’efficienza aziendale, l’internazionalizzazione e il commercio elettronico.

Modalità di intervento e contratti di finanziamento tra BEI ed ISMEA saranno definiti nelle prossime settimane, per poi partire con le prime istruttorie di fido.

“Questi 50 milioni di euro costituiscono un patrimonio da utilizzare al meglio e si inseriscono nel piano di azioni del Governo per favorire il ricambio generazionale”, ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, ricordando che nell’ambito dell’iniziativa Campolibero sono previsti mutui a tasso zero a favore dei giovani agricoltori, detrazioni del 19% per gli under 35 che affittano terreni e crediti d’imposta, fino al 40% del valore degli investimenti, per chi punta sull’e-commerce.

Inoltre, attraverso il decreto Terre Vive gli under 40 beneficiano del diritto di prelazione sull’affitto o l’acquisto dei 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici messi a disposizione dallo Stato.

L’impegno sul fronte del ricambio generazionale è confermato anche dalla scelta dall’Italia di impegnare, nell’ambito della nuova Politica agricola comune (PAC), il massimo delle risorse utilizzabili per garantire ai giovani il supplemento del 25% sui pagamenti diretti.

AGRICOLTURA E GIOVANI AGRICOLTORI: L’AGRICOLTURA CHE PIACE AI GIOVANI

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RISPORCARSI LE MANI DI TERRA: L’AGRICOLTURA E GIOVANI AGRICOLTORI UNDER40.

Il binomio “Agricoltura e giovani agricoltori”. Così i giovani aggirano la crisi, ricercando nel settore primario una risposta occupazionale ed economica stimolante, partendo da percorsi formativi e/o familiari anche estranei al mondo dell’agricoltura.
Agricoltura e giovani agricoltori. La parola chiave è “coltivare”: coltivare nuove idee. Il lavoro è certamente legato alla terra, ma in aiuto alla nuova generazione di giovani agricoltori arrivano anche le nuove tecnologie digitali, in grado di ricevere informazioni istantanee e tradurle in pratiche agronomiche, dalla semina alla concimazione alla difesa. I giovani agricoltori guardano al passato, ai valori della ruralità, ai prodotti e alle tecniche di produzione tradizionali, alla sostenibilità, ma con strumenti nuovi, più dinamici e adeguati alla capacità di innovazione che riescono ad avere. Terra, vanga e computer, dunque, per ripartire.

AGRICOLTURA E GIOVANI AGRICOLTORI. NON SOLO STRUMENTI TECNICI, MA ANCHE FINANZIARI.

Un’importante novità nella programmazione 2014-2020 della nuova PAC (Politica Agricola Comune) è data dall’inserimento nel primo pilastro di un sostegno obbligatorio ai giovani agricoltori, under40, in aggiunta al pagamento di base. Il sostegno più importante, però, resta quello previsto dal secondo pilastro. A beneficiare dei contributi messi a disposizione è la stessa tipologia di persona fisica del primo pilastro, ma in aggiunta deve possedere adeguate qualifiche e competenze professionali.
Attenzione però perchè “Agricoltura e giovani agricoltori”v non si tratta di una relazione banale, perché essere giovane e fare l’agricoltore è tutt’altro che facile. La burocrazia e le difficoltà dei mercati, così come il bisogno di risorse finanziarie e la necessità di avere adeguate conoscenze tecniche, possono rappresentare una complicazione. Insomma, il binomio giovani agricoltori-successo non è sempre valido. E’ necessario rendere il lavoro nei campi qualcosa che i giovani desiderano fare, non una scelta di ripiego.

Start up agricole, via libera a premi e finanziamenti

Ammodernare e rendere più solide le imprese agricole, dare sostegno ai giovani agricoltori, incentivare la gestione sostenibile del territorio, trasferire le buone pratiche, migliorare le infrastrutture a banda larga, creare migliaia di posti di lavoro (40.000 posti almeno soltanto nelle zone rurali è la stima fatta da Bruxelles).

Due giorni fa la Commissione europea ha dato il via libera definitivo ai primi quattro programmi regionali di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020. Oltre al programma delle Rete rurale nazionale (59,7 milioni di fondi comunitari) hanno ricevuto il disco verde i programmi di Veneto (510 milioni), Emilia- Romagna (513 milioni), Toscana (414 milioni), Provincia autonoma di Bolzano (158 milioni). Le risorse comunitarie per l’intera programmazione stanziate dalla Commissione europea per l’Italia ammontano a 1,64 miliardi di euro che salgono a 3,8 miliardi se si tiene conto della quota di cofinanziamento nazionale.

Di particolare interesse sono i finanziamenti a fondo perduto a sostegno delle imprese avviate da giovani che per la prima volta si cimentano nella conduzione di un’impresa agricola (e che siano in possesso dei requisti di cui al regolamento Ue 1305/2013). La misura dei premi ai giovani che aprono un’impresa agricola è pensata anche allo scopo di favorire il ricambio generazionale. In Veneto i finanziamenti a fondo perduto arrivano fino a 50.000 euro; in altre regioni come Lazio, Umbria, Molise, Basilicata, Sardegna potrebbero arrivare fino a 70.000 euro.
Si aggiudicheranno i fondi solo i giovani che realizzeranno aziende a basso impatto ambientale e ben integrate nel proprio territorio rurale di riferimento. Oltre a questi premi sono previste opportunità collegate agli investimenti che mirino a diversificare le attività delle imprese agricole. Al nuovo imprenditore (con la qualifica di agricolo professionale) viene richiesto un impegno di almeno cinque anni e la partecipazione ad attività di formazione e consulenza.

In Veneto – ha annunciato ieri l’assessore regionale Franco Manzato – verranno emanati in autunno i bandi del programma di sviluppo rurale 2014-2020 per una somma complessiva di 1 miliardo e 184 milioni di euro da distribuire nei prossimi cinque anni e indirizzati in primis alle start up agricole, alla competitività delle imprese, alla sostenibilità ambientale, agli investimenti innovativi.

Rispetto alla precedente programmazione i fondi destinati alle aziende private aumentano a 800 milioni. Ottanta milioni sono destinati ai giovani under 40 per avviare almeno 2.000 aziende.
Il Psr veneto assegna un posto di riguardo alla montagna cui viene destinato oltre il 35% delle risorse (417 milioni). La Regione metterà a disposizione un fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito delle aziende agricole.

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Expo: i deputati italiani “chiamano alla carica” i colleghi a sostegno dei giovani agricoltori

L’evento promosso da Slow Food, in programma dal 3 al 6 ottobre a Milano, ha l’obiettivo di portare a Expo centinaia di giovani contadini provenienti da tutto il mondo.
Deputati italiani a sostegno dei giovani agricoltori che si preparano a “invadere” l’Expo di Milano. Con una lettera firmata dagli onorevoli Susanna Cenni, Cesare Damiano, Ermete Realacci, Mario Catania, Franco Bordo e Paolo Russo e indirizzata ai colleghi della Camera, si rafforza la raccolta fondi a sostegno di “TerraMadre Giovani – We Feed the Planet”: l’evento promosso da Slow Food, in programma dal 3 al 6 ottobre a Milano, che ha l’obiettivo di portare a Expo centinaia di giovani contadini provenienti da tutto il mondo.

“Terra Madre ha consentito di imparare a leggere globalmente i temi della produzione di cibo, dell’accesso alla terra, della sovranità alimentare. L’evento che per la prima volta vedra giovani agricoltori di tutto il mondo giungere ad Expo e’ una ulteriore evoluzione ed una risposta fondamentale alle sfide che il tema dell’esposizione universale ha scelto di affrontare: il futuro dei produttori. Per questo ci siamo impegnati personalmente – spiega Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera, e socia SlowFood – e assieme ad alcuni colleghi, di differenti forze politiche , abbiamo sollecitato i colleghi a fare maltrattando made rendo alla raccolta fondi per “weFeedtheplanet” che inizierà…… promosso da Slow Food Giovani. Si tratta di contribuire alle spese di viaggio di tanti piccoli agricoltori attesi all’Expo di Milano da tutto il mondo. Nutrire il pianeta, infatti, significa favorire il ricambio generazionale e consentire, in ogni parte del mondo, a giovani agricoltori di produrre buon cibo in condizioni giuste. Terra Madre è da sempre un appuntamento straordinario di incontro, scambio e crescita sul futuro del cibo e credo che lo sarà ancora di più attraverso il contributo che sapranno portare i produttori di domani”

“Sostenere i giovani agricoltori – conclude Cenni – significa sostenere l’agricoltura, ma anche dare futuro alle produzioni biologiche, alla biodiversità e di qualità oltre che garantire nei nostri territori un presidio stabile a custodia dell’ambiente. L’appuntamento di Milano con Terra Madre Giovani rappresenta un’occasione unica per dare forza, nell’anno di Expo, a creatività, saperi, reti e relazioni di filiera. Milano, in questi mesi, è stata una vera e propria fucina di idee e progetti. Una piazza che vogliamo sia abitata da tutti. Per questo mi auguro che in molti possano rispondere al nostro appello e fornire un contributo all’evento”.

Fattore Futuro: arriva da Agliè uno dei giovani agricoltori italiani premiati a Expo
venti giovani agricoltori vincitori di “Fattore Futuro”, l’iniziativa di sostegno ai piccoli produttori messa in campo da McDonald’s Italia in collaborazione con il Mipaaf.

COLDIRETTI, APPROVATI I PRIMI PSR ITALIANI

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NUOVA PAC, VIA LIBERA AGLI 80 MILIONI PER I GIOVANI AGRICOLTORI
Il CdM approva la nuova PAC. In totale, 52 milioni per il settore agroalimentare italiano da destinare ai giovani, al sostegno accoppiato, all’olivicoltura, al settore zootecnico e ai seminativi.

Nella nuova PAC ci sono 52 miliardi da investire sul futuro dell’agroalimentare italiano. Lo ha comunicato giovedì 31 luglio il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al termine del Consiglio dei Ministri, che ha approvato il documento con cui il nostro Paese comunica all’Europa le scelte relative politica agricola comunitaria fino al 2020.
Molte le novità alle quali gli imprenditori agricoli, in vista della prima domanda unica che sarà nel 2015, dovranno adeguarsi. I dettagli li ha spiegati lo stesso ministro Maurizio Martina. Ai giovani agricoltori saranno destinati 80 milioni di euro all’anno, con la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni. Stop al sostegno economico di banche, assicurazioni, società immobiliari e finanziarie.
Poi, aiuti destinati al “sostegno accoppiato” per una somma di circa 426 milioni di euro all’anno. Tutte risorse che saranno concentrate nei settori zootecnico da carne e da latte (210 milioni di euro l’anno), seminativi (146 milioni di euro l’anno, di cui 95 milioni di euro per il piano proteico e il grano duro) e olivicoltura (70 milioni di euro l’anno).
Queste le risorse complessive della PAC. Circa 27 miliardi di euro saranno a disposizione dell’Italia per gli aiuti diretti del I° Pilastro, i pagamenti diretti, completamente finanziati dall’Europa. Altri 21 miliardi di euro serviranno invece a finanziare le misure del II° Pilastro, lo sviluppo rurale. Somme stanziate per la metà da Fondi europei e per la restante parte da una quota nazionale. Ai fondi destinati al finanziamento delle misure dei due pilastri (48 miliardi) va aggiunta una quota relativa ai finanziamenti dell’OCM (Organizzazione comune di mercato) di circa 4 miliardi di euro (per l’OCM non vi sono spese pre-allocate tranne che per il settore vitivinicolo e l’olio di oliva).
“Nei prossimi sette anni – ha dichiarato il Ministro Martina – abbiamo a disposizione 52 miliardi di euro da investire per il rilancio e il futuro dell’agroalimentare nazionale. Abbiamo fatto scelte non banali, come destinare 80 milioni di euro all’anno alle imprese agricole condotte da giovani, con la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per 5 anni. Poi ha concluso: “Non è la Pac che avremmo voluto, ma abbiamo lavorato intensamente in questi mesi con le Regioni per trovare una sintesi delle esigenze particolari dei vari territori. Ora i nostri imprenditori agricoli hanno un anno per adeguarsi alla riforma in vista della prima domanda unica che sarà nel 2015″.

Nella storia della Pac le misure a favore del
ricambio generazionale sono sempre
state collocate nell’ambito del 2° pilastro
(PSR). Con la Pac 2014-2020, per la prima volta
un sostegno all’insediamento dei giovani
agricoltori viene inserito nel 1° pilastro con
l’introduzione di una componente obbligatoria
nel nuovo regime dei pagamenti diretti.
L’Ue sostiene che la presenza di attività economiche
gestite da giovani agricoltori è un
aspetto essenziale per la competitività del
settore agricolo, per cui è opportuno sostenere
l’insediamento iniziale dei giovani e l’adeguamento
strutturale delle relative aziende
nella fase successiva all’insediamento.
A tal fine, nei pagamenti diretti della nuova
Pac 2014-2020 è previsto un pagamento per
i giovani agricoltori.