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13 ottobre 2015
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Da Bruxelles, finanziamenti per 35 milioni alle pmi della Bulgaria

I prestiti verranno erogati nei prossimi due anni alle piccole e medie imprese innovative

Bruxelles – Per aumentare i finanziamenti alle pmi innovative e le mid-caps della Bulgaria, il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) e la Raiffeisenbank (Bulgaria) EAD, una sussidiaria della Raiffeisen Bank International AG, hanno firmato un accordo da 35 milioni di euro. I prestiti verranno erogati nei prossimi due anni con il supporto del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), il cuore del piano Juncker, e all’interno dell’iniziativa InnovFin, che a sua volta rientra all’interno del programma per la ricerca europea “Horizon 2020”.

È la seconda volta in meno di sei mesi che la Bulgaria beneficia delle garanzie fornite dal Piano Juncker.

E L’Italia ? Certamente a noi interessa ben poco se Bruxelles finanzia la Bulgaria, ci interessano i finanziamenti a casa nostra

MANOVRA, BRUXELLES INSODDISFATTA: “ITALIA COME CIPRO”! QUANDO VI DICONO “FINANZIATO DALLA UE” DOVETE SAPERE CHE LA UE NON FINANZIA UN CAZZO, I SOLDI SONO I NOSTRI! E’ COME PAGARE IL PIZZO ALLA MAFIA!

Questo ci rispondono da Bruxelles

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Una foto per sognare

Manovra, Bruxelles esprime insoddisfazione per risposta dellʼItalia

A Bruxelles c’è insoddisfazione per la lettera di risposta dell’Italia ai rilievi al documento programmatico di Bilancio. Da fonti Ue si apprende infatti che delle cinque lettere ricevute, tre sono più costruttive (Portogallo, Finlandia, Belgio) e due lo sono meno, Italia e Cipro. E, anche se probabilmente non arriverà la bocciatura della Manovra da parte della Commissione europea, non significa che per Bruxelles il budget vada bene.

Noi però non molliamo

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IL GRANDE SPRECO DEI FONDI EUROPEI

In un paese dal disperato bisogno di investimenti e occupazione, 12 miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione giacciono inutilizzati e rischiano di andare perduti se non verrranno spesi entro fine 2015. I casi virtuosi non mancano, ma anche i soldi usati sin qui sono serviti spesso a finanziare iniziative discutibili come concerti e concorsi ippici, a costo di severi richiami da parte di Bruxelles. Uno scandalo che ha molti responsabili: politici incompetenti, burocrazia invadente, imprenditori senza idee e senza progetti

I soldi di una Finanziaria lasciati nel cassetto

I soldi non spesi ammontano a 12 miliardi di euro, ben più della somma necessaria a stabilizzare il bonus da 80 euro. Quelli impiegati spesso si perdono in mille rivoli o finiscono con il finanziare iniziative poco virtuose, come accaduto qualche anno fa a Napoli con 750mila euro del “fondo regionale di sviluppo per la cultura” dirottati sul concerto di Elton John.

È il paradosso dei fondi europei, ideati per sostenere la crescita delle aree più deboli dell’Unione, per un valore pari ad un terzo di tutto il bilancio europeo. Finalità perseguita attraverso strumenti diversi come il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), che assorbe circa due-terzi delle risorse, e il Fondo sociale europeo (Fse). Il primo sostiene soprattutto la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi che generano occupazione, soprattutto nel mondo delle imprese. Il secondo mira a favorire l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali più deboli, finanziando in particolare azioni di formazione. A questi si affiancano, poi, i cofinanziamenti statali e quelli regionali, dando vita ai Pon (Piani operativi nazionali) e ai Por (Piani operativi regionali).

La fiera dello sperpero

Destinazione dei 32,8 miliardi di euro erogati all’Italia
(compresi interventi co-finanziati e altri europei)
22,3 mld Programmi per lo sviluppo delle regioni meno sviluppate
(Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia)
1,1 mld Programmi per lo sviluppo delle regioni in transizione
(Abruzzo, Molise e Sardegna)
7,7 mld Iniziative per le Regioni più sviluppate
(Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio)
1,311 mln I cittadini raggiunti dalla banda larga
1,1 mld Cooperazione territoriale europea
567,5 mln Iniziative a favore dell’occupazione giovanile
8,2 mld Somma da destinare alle specifiche sfide che il paese deve affrontare nelle aree interessate dal Fse
fonte: Commissione Europea, elaborazione Repubblica.it

Chi ha visto questi soldi, chi sapeva, chi ci informa.

L’esperto controcorrente: “Meglio rinunciare”

Roberto Perotti, professore di Economia politica alla Bocconi, ha curato con il collega Filippo Teoldi, uno studio dal titolo emblematico: “Il disastro dei fondi strutturali europei”, scaricabile gratuitamente in rete. Nel report si mettono a confronto i livelli di spesa su questo fronte con i pochi benefici prodotti.
Mentre a livello comunitario si discute del prossimo ciclo di finanziamenti, destinati a mettere in campo oltre 300 miliardi di euro, di cui circa 41 per l’Italia, dalla sua analisi emerge una sostanziale bocciatura dei fondi strutturali. E’ così?
“Esatto. Ci dobbiamo chiedere perché i fondi finora non sono stati spesi a fronte dello scenario economico: evidentemente si tratta di fondi inutili, e spesso addirittura dannosi perché alimentano burocrazia, clientelismo, e a volte finiscono addirittura nelle mani della criminalità”.

Ricambio-Generazionale

 

Ma noi non molleremo

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