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Rif.ca619-Azienda Agricola Viticola con 8 Ettari

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Descrizione

Nel Piacentino a pochi km da Castel San Giovanni, disponibile prestigiosa Azienda Agricola Viticola con 8 ettari di terreno in parte in proprietà e in parte in affitto con possibilità di riscatto di acquisto, terreni ben disposti, soleggiati, ben curati nelle potature e trattamenti per garantire ottime produzioni e qualità, la produzione è prevalentemente concentrata nella produzione di vini rossi tipo Barbera, Bonarda e principalmente Gutturnio. Attrezzata con strutture, caseggiato abitativo, cantina e altri immobili tutti in perfetto ordine, il tutto integrato nel meglio della tradizione iniziando dalle potature, legature, sfogliature fino alla raccolta dell’uva che avvengono principalmente a mano accostando nuove tecnologie per dare sempre il più apprezzabile risultato. I buoni prodotti di questa Azienda nascono grazie ad un forte rispetto e amore per la terra. Vista panoramica.

Il Colli Piacentini Gutturnio è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Piacenza ottenuto da vitigni:Barbera e Croatina,
È il capostipite dei vini rossi piacentini. Nel 1967 il Gutturnio è stato tra i primi dieci vini italiani (e il primo vino piacentino) a ricevere la denominazione d’origine controllata (DOC).
Esistono vari tipi di Gutturnio:
• Gutturnio Classico
• Gutturnio Classico Riserva
• Gutturnio Classico Superiore
• Gutturnio Frizzante
• Gutturnio Riserva
• Gutturnio Superiore

Caratteristiche
• colore: rosso rubino brillante di varia intensità.
• odore: vinoso e caratteristico.
• sapore: secco o abboccato, fresco, giovane, tranquillo o vivace

Cenni storici
Il Gutturnio nasce in epoca romana da una “ricetta” inventata da Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine.
Questo legame viene svelato anche da Cicerone che, con la volontà di accusarlo per alcune scelte politiche errate, all’interno dell’orazione “In Pisonem”, lo ridicolizza sottolineando il suo eccessivo apprezzamento per questo vino.
Il nome Gutturnio deriva da gutturnium, una grande coppa d’argento di circa due litri[1]. Un esemplare venne rinvenuto nel 1878 a Velleia.
Il gutturnium veniva utilizzato al termine della cena. Riempito di vino, veniva passato di mano in mano tra i commensali per bervi a turno come simbolo di fraternità e amicizia.
Da un passato più recente deriva invece la tradizione che prevede che il Gutturnio non venga bevuto in bicchiere ma all’interno di ciotole bianche di ceramica.
Localmente la croatina è detta anche “bonarda” sebbene non abbia nulla a che fare con il vitigno piemontese bonarda. Invece, il sinonimo locale della croatina ha a che fare con il vicino vino DOC Bonarda dell’Oltrepò Pavese con base ampelografica simile al Gutturnio.

Il Gutturnio è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Piacenza, ottenuto da Vitigni: Croatina e Barbera.
Le percentuali impiegate sono 60% Barbera e 40% Croatina, variabili del +/- 10% È il capostipite dei vini rossi piacentini.
Nel 1967 il Gutturnio è stato tra i primi dieci vini italiani (e il primo vino piacentino) a ricevere la denominazione d’origine controllata (DOC).
Il Gutturnio prende origine dalla ricetta inventata da Lucio Calpurnio Pisone suocero di Giulio Cesare.
Cicerone, nell’oratoria In Pisonem, attacca l’avversario politico piacentino Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, rimproverandogli di rendere eccessivo onore ai calici della sua provincia (“Toreuma nullum, maximi calices, et ei, ne contemnere suos videatur, Placentini”), in compagnia del filosofo epicureo Filodemo di Gadara, “greco lascivo e compagno di bagordi”.
Il nome Gutturnio deriva da un boccale in argento “Gutturnium” ritrovato sulle sabbie del Po nel 1878.
Il Gutturnium in uso negli antichi romani veniva riempito di vino e a turno, i commensali, finita la cena, bevevano il sorso dell’amicizia e dell’ultimo commiato.
I veri piacentini oggi lo bevono ancora usando non il bicchiere, ma rigorosamente lo scodellino bianco da osteria.

Esistono vari tipi di Gutturnio:

Gutturnio frizzante
Gutturnio Superiore
Gutturnio Riserva

Le tipologie Fermo, Superiore e Riserva possono invecchiare per anni, migliorando le proprie caratteristiche organolettiche.
La tipologia Riserva deve sostare per almeno un anno in botti di legno, e deve essere commercializzata ad almeno 2 anni dalla vendemmia.
La dicitura Classico, presente su alcune bottiglie di tutte le tipologie, identifica un vino prodotto nei comprensori storici della DOC

Caratteristiche organolettiche

colore: rosso rubino brillante di varia intensità.
odore: vinoso e caratteristico.
sapore: secco o abboccato, fresco, giovane, tranquillo o vivace
Abbinamenti consigliati
La versione frizzante si abbina ai taglieri di salumi e formaggi, pistä d’gras, primi piatti della cucina piacentina come i classici Pisarei e fasö. Le versioni ferme sposano arrosti e bolliti. Eccellente l’abbinamento con la coppa piacentina arrosto.


Dettagli

Area Abitativa: 500 mq

Terreno: 80.000 mq

Caratteristiche


info@consulenzagricola.it

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