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Il Mio Sogno Nascosto


1 gennaio 2017
Category:   Homepage

Il mio sogno nascosto di vivere in campagna.

 

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Vivere in campagna: un’oasi di pace, tra natura ed elementi dimenticati.

Ogni domenica lo faccio, vado in campagna e mi rigenero.

Quando sono li, tutto si ferma, è come se il tempo passato non fosse mai trascorso, mi tornano in mente i ricordi della mia infanzia, fatta di cose semplici, di valori veri e autentici.

Osservare I miei bimbi che si divertono e ridono sul dondolo, io che passeggio tra l’odore dell’erba, gli animali della fattoria e le verdure nell’orto. E’ qui che si fermano i pensieri, tra uno sguardo al cielo, azzurro e nitido, l’aria fresca di novembre e il profumo inebriante della cucina casalinga.  Quando rientri in casa, il camino acceso da subito quella sensazione di calore e di Famiglia:

Tutti a tavola riuniti davanti ad una zuppiera fumante  di cappelletti fatti a mano con il brodo della gallinella che fino a poco prima mi aveva fatto le uova per la torta.

Il profumo del galletto ruspante cotto al forno accompagnato da patate dorate, verdure gratinate dell’orto e insalate appena raccolte. Come si può rinunciare a tutto questo?

Credo sia impossibile. La sensazione di vivere in campagna,  e quello che riesce a regalarti questo posto meraviglioso, è  qualcosa di inspiegabile che mi spinge ogni settimana a ritornarci per rivivere le stesse emozioni.

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La città invecchia la pelle (meglio andare a vivere…in campagna)

Volti rugosi, asciugati e solcati dal sole e dall’aria aperta. Se sconfiniamo un po’ nella letteratura - si pensi ad un John Steinbeck e il suo Furore – e pensiamo alle descrizioni di donne (e uomini) che lavorano la terra il cliché è presto servito. Ed in effetti è spesso così che ci immaginiamo chi lavora in campagna. In realtà dovremo cambiare idee e schemi mentali, come dimostra lo studio di Wei Liu, dermatologo di un ospedale di Pechino: vivere all’aria aperta fa meglio alla pelle, a preoccuparsi dovrebbe essere, invece, chi lavora in città. 

Le insidie della città per la pelle

Lo studio va declinato al femminile: Liu ha preso 200 donne, comprese fra 30 e 45 anni, esposte per lo stesso tempo ai raggi ultravioletti. Unica differenza la divisione in due gruppi: chi viveva in città, chi in campagna. L’inquinamento atmosferico, maggiore nei centri urbani, ha fatto il resto: la velocità di invecchiamento della pelle aumenta del 10% per chi vive in città. Non solo per via dei radicali liberi, che aumentano nelle zone più inquinate: sono ben 224 i componenti chimici individuati nelle città dalla ricerca che incidono – negativamente – sulla salute della pelle. Ecco allora il capovolgimento: vivere in campagna, all’aperto, fa meglio alla pelle che essere sottoposti all’inquinamento delle città. Ovviamente la situazione non è uguale per tutte le città: ci sono metropoli più o meno inquinate e la Cina, luogo dove è stata effettuata la ricerca, non è certo un paradiso ambientale soprattutto nelle grandi, industrializzate e sovraffollate città. Non è l’unico effetto negativo dell’inquinamento atmosferico: registi e scrittori dovranno cambiare il proprio modo di pensare. I volti solcati, ora, non sono più nelle campagne.

IL SOGNO: VIVERE IN CAMPAGNA TRA LIFESTYLE E BUSINESS

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Gli italiani vogliono tornare a vivere in campagna - Il mondo rurale sta seducendo sempre di più gli italiani che hanno voglia di tornare alle origini, al contatto con la terra e la natura. A rivelarlo è un’indagine promossa da AgrieTour e da Fondazione Campagna Amica. Secondo quanto riportano i dati infatti tra i desideri nascosti degli italiani ci sarebbe proprio quello di tornare a vivere in campagna (il 32,7%) o comunque avere uno spazio rurale dove poter produrre cibo (il 31,7%). Quello di produrre in autonomia, con un orto a disposizione per esempio, è comunque il sogno di 4 italiani su 10, mentre dalla ricerca emerge che 7 persone su 10 vorrebbero frequentare assiduamente luoghi legati al settore primario. «Pur se in crescita, questi dati non ci devono stupire più di tanto – afferma Carlo Hausmann, referente scientifico di AgrieTour e tra i promotori dell’indagine – perché ormai il fenomeno del ritorno alla campagna è sempre più all’ordine del giorno e questo anche grazie allo sviluppo dell’agriturismo che ha svolto in questi anni una vera e propria azione didattica nei confronti di chi abita in una metropoli, senza dimenticare la tendenza ormai consolidata di presentare il vivere in campagna come una sorta di life style».

Ad avvicinare i consumatori italiani all’agricoltura anche l’acquisto di prodotti nei cosiddettifarmer’s market: il 54,5% di loro lo fa abitualmente e il 48,5 per cento si rivolge direttamente a familiari, amici o aziende ormai divenute un riferimento per la spesa. Tra le abitudini degli italiani spicca poi la vacanza in agriturismo, scelta, sempre secondo l’indagine, da uno su due. Si viaggia in questo caso in compagnia (il 66,3%) o in famiglia (il 53,5%) prediligendo agriturismi vicino al mare o in montagna. A motivare di più la vacanza in agriturismo è proprio la vita degli ambienti rurali (67,3%), insieme al gustare i prodotti tipici di un territorio (65,3%), magari acquistandoli sul posto. Del resto i valori del mondo agricolo in cui maggiormente si riconoscono gli italiani sono la cultura del “km 0” con prodotti salubri, rappresentativi del territorio e dalla provenienza certa. Oltre a questo gioca un ruolo fondamentale la tutela dell’ambiente e del paesaggio e la possibilità di insegnare ai più piccoli da dove derivano i prodotti della dieta Mediterranea.

 

Ritorno alla campagna, più di un terzo degli italiani sogna la vita rurale

Scappare dalla città e tornare ‘alle origini’, ossia alla campagna e alla vita rurale. Secondo l’indagine svolta da AgrieTour, Salone nazionale dell’agriturismo che si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi dal 15 al 17 novembre, in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica, è questo il sogno di oltre un terzo degli italiani. La ricerca sulla sulla percezione del mondo rurale è stata presentata in occasione di ‘Aspettando AgrieTour’, il ciclo di incontri in attesa del Salone di novembre.

Sei italiani su dieci hanno origini rurali, svela l’indagine: se infatti solo il 22% degli intervistati vive in campagna, il resto in città (57%) e in paesi (21%), tuttavia ben il 60% ha origini legate a villaggi rurali. Il dato più interessante che emerge dall’indagine è che tra i desideri nascosti degli italiani ci sarebbe proprio quello di tornare a vivere in campagna (il 32,7%) o comunque avere uno spazio rurale dove poter produrre cibo (il 31,7%).

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Quello di produrre in autonomia, con un orto a disposizione per esempio, è comunque il sogno di 4 italiani su 10, mentre dalla ricerca emerge che 7 persone su 10 vorrebbero frequentare assiduamente luoghi legati al settore primario. “Pur se in crescita, questi dati non ci devono stupire più di tanto – afferma Carlo Hausmann, referente scientifico di AgrieTour e tra i promotori dell’indagine – perché ormai il fenomeno del ritorno alla campagna è sempre più all’ordine del giorno e questo anche grazie allo sviluppo dell’agriturismo che ha svolto in questi anni una vera e propria azione didattica nei confronti di chi abita in una metropoli, senza dimenticare la tendenza ormai consolidata di presentare il vivere in campagna come una sorta di life style”.

Ad avvicinare i consumatori italiani all’agricoltura anche l’acquisto di prodotti nei cosiddetti farmer’s market: il 54,5% di loro lo fa abitualmente e il 48,5 per cento si rivolge direttamente a familiari, amici o aziende ormai divenute un riferimento per la spesa. Tra le abitudini degli italiani spicca poi la vacanza in agriturismo, scelta, sempre secondo l’indagine, da uno su due. Si viaggia in questo caso in compagnia (il 66,3%) o in famiglia (il 53,5%) prediligendo agriturismi vicino al mare o in montagna. A motivare di più la vacanza in agriturismo è proprio la vita degli ambienti rurali (67,3%), insieme al gustare i prodotti tipici di un territorio (65,3%), magari acquistandoli sul posto.

Del resto i valori del mondo agricolo in cui maggiormente si riconoscono gli italiani sono la cultura del ”km 0” con prodotti salubri, rappresentativi del territorio e dalla provenienza certa. Oltre a questo gioca un ruolo fondamentale la tutela dell’ambiente e del paesaggio e la possibilità di insegnare ai più piccoli da dove derivano i prodotti della dieta Mediterranea.

E’ anche per questo che tra le grandi novità di AgrieTour, ci sarà AgriLife – Il piacere di vivere la campagna, l’area espositiva dedicata a tutti coloro che amano e vivono la campagna, e che fanno del country life il proprio stile di vita. Un fenomeno, questo, che riflette i risultati dell’indagine e al quale gli organizzatori di AgrieTour hanno voluto dare grande risalto. “Ancora una volta non abbiamo fatto altro che catalizzare quelle che sono le tendenze del momento – spiega Raul Barbieri, il direttore di Arezzo Fiere e Congressi – concentrando in una unica area espositiva quello che oggi è diventato un vero e proprio stile di vita che sempre più persone ricercano”.