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OPPORTUNITA’ all’Aria Aperta-ATTIVITA’ da Sviluppare


14 ottobre 2015
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Coltivazione di frutti di bosco
Mercato in continua crescita, investimento anche contenuto, appezzamento di terreno di dimensioni ridotte, poche attrezzature e non impegnative, disponibilità di un magazzino senza particolari requisiti. Individuare un business così è un sogno? No, se parliamo della coltivazione di piccoli frutti di bosco. Mirtilli, lamponi, ribes, uva spina sono solo alcune delle colorate varietà di frutti che potrete coltivare con un impegno del vostro tempo anche part-time. La crescita della domanda dei frutti di queste piante va di pari passo con i molteplici usi che se ne possono fare: dal consumo fresco, alle diverse trasformazioni ad uso alimentare o a quello farmaceutico, senza escludere la surgelazione per la grande distribuzione. Per chi sceglie di avviare l’attività in terreni di dimensioni limitate la coltivazione di piccoli frutti di sottobosco può rappresentare una interessante fonte di reddito integrativo. Inoltre, la tecnica di coltivazione non richiede competenze sofisticate e difficili da acquisire. Si può partire anche con piccoli impianti per poi crescere nel tempo.

Manutenzione e progettazione del verde
Giardini fioriti, terrazze, giardini pensili, parchi, aiuole. La richiesta di progettazione e manutenzione del verde è un’esigenza attuale e capillare in tutte le regioni italiane di cui tengono conto la pubblica amministrazione e gli architetti privati nella costruzione di nuove aree pubbliche e residenziali e nella valorizzazione di siti esistenti. Alla progettazione dei giardini e delle aree verdi, tuttavia, spesso non segue la necessaria manutenzione, perché spesso delegata a personale volontario, che talvolta può operare in modo discontinuo e poco professionale. Si giustifica così la crescente domanda di imprese di progettazione e manutenzione giardini. La manutenzione del verde è un’attività tradizionale ma poco praticata, che si trova a fronteggiare una richiesta in continuo aumento. L’investimento necessario per l’avvio è contenuto, bastano attrezzature semplici e non costose, e le competenze tecniche che servono sono acquisibili tramite esperienza lavorativa o tramite corsi di progettazione del verde. A differenza di altre attività, quella di progettazione e manutenzione del verde si svolge nel pieno contatto con la natura, cambia ogni giorno ed offre grandi soddisfazioni e ottimi guadagni. La realizzazione di giardini è un’esperienza creativa, che può dar vita a un business di successo.

Apicoltura
I quasi sessanta miliardi di api in Italia non riescono a soddisfare il consumo di miele e dei prodotti degli alveari del nostro paese, come dimostra il costante ricorso a prodotti importati, dall’incerta provenienza, dal basso costo, ma anche dalla bassa qualità. Perché non avviare un alveare? Non servono grandi capitali e si può scegliere di avviare l’attività di apicoltura in maniera progressiva, senza correre rischi. Le fonti di guadagno di un apicoltore sono molteplici: dall’arnia si ottengono polline, pappa reale, propoli, cera d’api, idromele e, ovviamente, il miele, che negli ultimi anni ha registrato un sensibile incremento di consumo pro-capite, sostenuto anche dalla cultura dell’alimentazione naturale che sempre più sta conquistando il consumatore italiano. La possibilità di vendere sul mercato locale è quasi sempre un’opportunità da cui cominciare e che rende quest’attività attrattiva e con pochi rischi anche per gli apicoltori inesperti. Passione per il lavoro all’aria aperta e per questi piccoli insetti e disponibilità di un terreno in cui collocare le arnie, anche di piccole dimensioni, di proprietà o in affitto, consentono di diventare apicoltore e di assicurarsi un’accattivante fonte di reddito. L’impegno può anche essere part-time.

Allevamento di lumache
Chi per raffinatezza gastronomica, chi per moda, chi per i particolari apporti nutrizionali, chi per vincere il pregiudizio, tutti vogliono gustare le lumache di terra. Lo dice anche Slow Food: la carne di lumaca non solo va consumata, ma anche salvaguardata e controllata. Se siete dinamici e innovatori il vostro futuro potrebbe essere nell’elicicoltura biologica. Il mercato ha ottime potenzialità, le lumache di allevamento sono riconosciute dai consumatori come le migliori. Un allevamento di lumache può essere avviato con investimenti anche contenuti e con bassi costi di produzione. Diventare produttori di lumache comporta un impegno ben integrabile con altre attività agricole e non agricole e garantisce buoni guadagni, soprattutto per chi riesce a vendere le lumache direttamente ai clienti finali. Inoltre, si possono allevare le lumache anche su terreni incolti e non servono particolari attrezzature.

Allevamento biologico all’aperto di galline ovaiole e quaglie
Da qualche anno a questa parte, se si pensa ad un allevamento di galline ovaiole vengono in mente scene crude di sovraffollamento e denutrizione, batterie di volatili che hanno difficoltà a cibarsi e a respirare, operazioni di sessaggio dei pulcini cruente e disumane. Le battaglie ambientaliste e i media non fanno che ricordarci che molte aziende sfruttano questi animali senza umanità, piegando alla logica del profitto ogni comportamento e bisogno naturale. Le cose, tuttavia, stanno cambiando. A muoversi per prima è stata l’Unione Europea, vietando gli allevamenti in batteria. Il resto lo hanno fatto i consumatori, premiando con i loro acquisti gli allevamenti all’aperto e biologici. Avviare un allevamento all’aperto di galline ovaiole in questa fase significa colmare il vuoto di produzione creato dagli allevamenti illegali e soddisfare la richiesta sempre in crescita di uova biologiche del territorio. In un’azienda agricola di medie dimensioni, accanto alle galline è possibile allevare anche quaglie, tacchini, oche, anatre e avicoli ornamentali e vendere uova da cova, pulcini e esemplari da riproduzione agli altri allevatori. Il comparto avicolo è ben supportato da consorzi e associazioni di categoria su tutto il territorio nazionale e può riservare soddisfazioni a tutti coloro che vogliono crearsi un reddito e al tempo stesso inventarsi un lavoro all’aria aperta e a contatto con questi simpatici animali.

Garden center
Per chi ama le piante, ma non se la sente di avviare un vivaio vero e proprio, la soluzione è arrivata dagli Usa negli anni ’80 e si chiama garden center. Si tratta di uno store del giardinaggio, un posto in cui trovare piante di ogni tipo, terricci, concimi, prodotti per la coltivazione ma anche per l’arredamento del giardino e, soprattutto, consulenti esperti e disponibili. Aprire un garden center è una buona idea di business per cavalcare l’onda della sempre più diffusa passione per il giardinaggio, sia come hobby che come opportunità per abbellire e rendere più vivibili gli spazi urbani. Un centro floricolo, pertanto, oltre ad essere un’attività piacevole e che si svolge all’aria aperta, risponde a precise esigenze di mercato, garantendo una buona redditività. Le dimensioni del centro sono solitamente piuttosto ampie e, per questo, l’attività ben si presta alla conduzione famigliare. Per aprire un garden center sono necessarie conoscenze tecniche facilmente acquisibili e un impegno concentrato soprattutto nei periodi delle festività e in primavera.

Coltivazione di piante officinali, aromatiche e medicinali
Sapevate che il 70% delle piante aromatiche e officinali consumate in Italia è prodotto all’estero e poi importato? È così. Nonostante le condizioni pedoclimatiche del nostro paese siano molto favorevoli, solo in pochi hanno riconosciuto nella coltivazione di erbe officinali e aromatiche un potenziale business di successo. Le varietà di erbe da coltivare sono moltissime e ciò consente di progettare l’attività secondo le proprie possibilità, di investimento, di disponibilità di terreno e di tempo che si sceglie di dedicarle. Le conoscenze tecniche fondamentali sono facilmente acquisibili e, optando per l’avvio della coltivazione in maniera graduale, si ha anche la possibilità di migliorarle cammin facendo. Con investimenti contenuti si possono coltivare piante officinali e aromatiche, quali ad esempio la lavanda, da vendere al dettaglio, fresche o essicate, o anche trasformate per tisane, infusi, sciroppi, essenze, cosmetici, ecc. Si può anche optare per una produzione di erbe da vendere all’ingrosso, ma in questo caso le superfici da coltivare devono essere molto più estese, gli investimenti più elevati e i prezzi di vendita saranno decisamente più bassi.

Coltivazione di zafferano
È splendido come uno zaffiro, per questo motivo si chiama zafferano. È la spezia più costosa al mondo e in Italia le sue coltivazioni tradizionali raggiungono l’eccellenza. Si concentrano soprattutto in Umbria, Abruzzo, Marche, Toscana e Sardegna, regioni che vantano una produzione di alta qualità e certificazioni di qualità riconosciute in tutto il mondo. La rusticità della pianta e la semplicità nelle tecniche di coltivazione ne fanno un prodotto adatto a diffondersi in tutta la penisola. Lo zafferano può garantire un buon reddito integrativo a chi ha già un’azienda agricola e desidera diversificare la produzione. Chi sceglie di avviare l’attività ex-novo, invece, può creare una coltivazione di zafferaneto da reddito e colmare la grande richiesta di stigmi essiccati, polvere di zafferano e prodotti derivati, come miele, pasta, conserve, sapone, prodotti cosmetici. I clienti interessati all’oro rosso puro sono moltissimi, non solo i privati che desiderano utilizzare lo zafferano nelle molteplici ricette. Anche altri produttori e trasformatori di frutta e ortaggi, casari, apicoltori, pasticcerie, panetterie. Inoltre, il terreno da adibire a zafferaneto può avere dimensioni limitate e i corsi di formazione pratici e teorici, organizzati dai consorzi che ne tutelano la produzione, sono numerosi in tutto il territorio nazionale. Quello dello zafferano è un business redditizio, adatto soprattutto ad un’impresa famigliare. Infine una curiosità: le coltivazioni di zafferano di maggiore successo sono dirette da donne.

Coltivazione di Bacche di Goji
Da qualche mese a questa parte, un nuovo prodotto ha sbaragliato il mercato dei prodotti biologici e degli alimenti ricchi di proprietà benefiche: il Goji Berry, le Bacche di Goji. Sul web non si parla d’altro, i supermercati corrono ai ripari riempiendo gli scaffali, i grandi distributori internazionali che hanno un marketplace in Europa stanno facendo affari d’oro. La diffusione in occidente delle bacche cinesi – ricche di vitamine, minerali, antiossidanti e fibre – ha concorso alla nascita di una nuova categoria merceologica: i “superfrutti”, piccoli frutti disidratati appartenenti a specie esotiche, note per rinforzare il sistema immunitario e garantire, con un consumo costante, energia e salute. Le bacche della giovinezza si acquistano in tutti i modi: fresche, essiccate, nel muesli, nella cioccolata, in infuso. Le proprietà antiage le rendono adatte anche alla produzione di cosmetici e integratori naturali. La vera rivoluzione nella diffusione delle Goji, tuttavia, deve ancora venire. Perché solo pochi sanno che il Goji è una pianta robusta e rustica, adatta a crescere in tutta la penisola italiana senza necessità di cure particolari. Inoltre, può essere coltivata sia in vaso che in campo aperto e produrre succose bacche ricche di principio attivo. Coltivare le bacche di Goji è facile e permette di crearsi un lavoro lavorando all’aria aperta.

Coltivazione di aloe
Gli egizi la chiamano la pianta dell’immortalità, mentre per le popolazioni indù è la guaritrice silenziosa. L’Aloe, pianta grassa di origini africane, è stata recentemente riscoperta per le sue molteplici proprietà benefiche per l’intestino, per la cura e la bellezza della pelle, per le proprietà antiossidanti e per molto altro. I principi attivi della pianta sono concentrati nel suo gel, che si estrae direttamente dalle foglie carnose delle piante più mature. La diffusione di prodotti a base di aloe – tra cui prodotti cosmetici e parafarmaceutici, bevande, integratori alimentari – ha fatto crescere, anche nel nostro paese, la richiesta di materia prima. La buona notizia è che le due varietà di aloe più ricche di principio attivo – l’aloe Arborescens e quella Bardadensis, Aloe Vera – crescono facilmente anche nel nostro paese. Anche nei climi meno miti, è possibile coltivare l’aloe ricorrendo alla copertura invernale e ad alcuni accorgimenti. Avviare una coltivazione di aloe significa puntare su un prodotto dai molteplici utilizzi e in grande espansione. Trattandosi di un vegetale suggestivo e bello, inoltre, si potranno vendere piante di aloe anche a vivai, garden center, negozi di fiori e appassionati di giardinaggio. L’attività è ideale per chi già possiede un’azienda agricola e sceglie di variare la produzione per ottenere una buona fonte di reddito integrativo. Ma anche chi inizia da zero non deve possedere particolari requisiti né essere erborista. Il futuro dell’aloe italiana è promettente e il settore offre prospettive di sviluppo davvero significative.

Coltivazione di funghi
Non tutti sanno che molti dei funghi che amiamo gustare in tavola possono essere agevolmente coltivati, anche in habitat molto differenti da quelli in cui crescono naturalmente. Si tratta di un’innovazione recente, resa possibile dall’evoluzione tecnologica nel settore micologico. Le grandi fungaie a ciclo chiuso, da qualche anno a questa parte, sono state in grado di proporre sul mercato pallet di substrato già pronto per l’incubazione del micelio. Grazie a questa semplificazione, i funghi saprofiti (tra cui prataioli, champignon, piopparelli, chiodini, shiitaki ecc.) possono essere coltivati, in un numero più o meno consistente, allestendo una serra fungaia. Per farlo, non è necessario avere competenze o attrezzature particolari, l’importante è saper regolare la temperatura della fungaia e rispettare le tempistiche. Avviare una coltivazione di funghi può rivelarsi un business di successo, dato che se il prodotto è di qualità i clienti non mancano, fra i consumatori finali e, soprattutto, tra le attività di ristorazione. Inoltre, la coltivazione di funghi può diventare un reddito accessorio importante per le attività agricole e agrituristiche. Infine, partire con una sola serra fungaia permette di contenere al minimo le spese inziali consentendo di testare il mercato locale senza correre rischi.

Business con i droni – vendita, assemblaggio, noleggio e videoriprese

Da quando il colosso dell’e-commerce mondiale ha annunciato che presto effettuerà le sue consegne a domicilio in tutto il mondo utilizzando i droni, l’interesse verso queste tecnologie innovative è esploso su tutti i media. Forse Amazon ha cercato di giocare d’anticipo e di incuriosire i suoi potenziali clienti con una consegna che, oltre a essere rapida, è decisamente affascinante e suggestiva. Resta il fatto che la diffusione repentina di questa tecnologia ha permesso ai droni civili di diventare davvero economici e rappresentare oggi uno strumento alla portata di tutti, al pari di smartphone e tablet. In Italia, il mercato degli aeromobili a pilotaggio remoto (APR) è in rapido sviluppo e si concentra soprattutto sul ramo delle riprese aeree: video-making di matrimoni e eventi sportivi, documentari per operatori turistici, aero-fotogrammetria e telerilevamento per l’agricoltura. Scegliere di inserirsi in questo settore, avviando un’attività di vendita, assemblaggio e noleggio di droni, può rivelarsi una scelta vincente e remunerativa. Soprattutto perché questi velivoli aerei privi di pilota e telecomandati a distanza o in remoto possono essere impiegati come hobby e divertimento, ma anche rivelarsi una tecnologia vincente per moltissimi business di successo. Dato che le applicazioni dei robot volanti sembrano aumentare di giorno in giorno, l’attività è destinata a espandersi ancora…a patto che gli aspiranti imprenditori italiani, appassionati di tecnologia e dotati di un approccio dinamico e creativo, sappiano cogliere questa opportunità.

Chef a domicilio – cuoco a casa
La casa è in perfetto ordine, le luci sono soffuse, la tavola regalmente imbandita. Mancano solo pochi minuti all’arrivo degli ospiti tanto attesi e…in cucina l’arrosto brucia irrimediabilmente, cancellando la speranza di una bella serata fra amici! I maldestri nelle cucine italiane sono davvero tanti, per aiutarli arriva dagli Stati Uniti e dalla Francia l’ultima rivoluzione della ristorazione: lo Chef a domicilio. Per chi sa cucinare e ha buona propensione a trattare con la gente, l’attività di Chef a domicilio rappresenta un’idea di business innovativa e potenzialmente molto redditizia. La clientela potenziale è ampia e nel nostro paese la concorrenza, per chi sceglie di diventare cuoco a domicilio, non è ancora competitiva. Inoltre i servizi da offrire, oltre alla preparazione dei menu più vari, sono molti: il servizio di spesa, le cene a tema, la mise en place, il servizio sommelier, i corsi a domicilio di cucina, pasticceria e Cake Design, ecc. Gli investimenti e i costi di gestione quest’attività sono molto ridotti, dato che non è indispensabile avere una sede né attrezzature particolarmente sofisticate e la promozione dell’attività può essere svolta efficacemente tramite il sito internet e i social network. L’attività di Chef a domicilio è un’idea di impresa originale, adatta a persone giovani e dinamiche, che si inserisce perfettamente nelle tendenze di consumo alimentare degli ultimi anni: mangiare sano e sfizioso risparmiando tempo ma, soprattutto, nella comodità di casa propria.

Produzione di pellet e cippato
Creare energia dagli scarti, mai idea fu più redditizia. Se metano, gasolio e riscaldamento costano ogni giorno di più la soluzione sono i nuovi combustibili a base di biomasse legnose, per scaldare case e fabbricati industriali risparmiando e rispettando l’ambiente. Cippato, pellet e bricchetti sono i tre prodotti destinati a rivoluzionare il settore del riscaldamento e della produzione di acqua calda, proprio perché sono derivati da tronchi, rami, potature, scarti agricoli e di lavorazione del legno e hanno un’alta resa energetica a prezzi molto competitivi. La produzione di pellet, cippato e bricchetti è un’ottima occasione di business nel settore delle energie alternative, perché sfrutta l’onda dell’eco-sostenibilità e le esigenze di risparmio della clientela. L’investimento medio-alto richiesto per la realizzazione della piattaforma di trasformazione delle biomasse può essere recuperato velocemente, se si considerano la grande varietà dei segmenti della domanda e la scarsa concorrenza, dato che produrre pellet, cippato e bricchetti è un’attività decisamente innovativa.

Aprire una attività di taglio, raccolta e vendita di legna da ardere
I combustibili fossili si stanno esaurendo e le complicazioni climatiche derivanti dal loro sfruttamento si fanno ogni giorno più tangibili. Mai come in questi anni, gli sforzi degli esperti internazionali sono stati concentrati su uno scopo: trovare un combustibile sostenibile, privo di effetti inquinanti, che costi poco. La risposta è arrivata dal passato: sfruttare il patrimonio forestale per ottenere legna da ardere. Una soluzione che ha preso subito piede, dato che sono già migliaia gli italiani che hanno scelto di risparmiare riscaldando le proprie case con stufe, camini e caldaie a legna. Nonostante il nostro paese disponga di oltre 10 milioni di ettari di bosco, la quasi totalità di legna da ardere consumata in Italia è importata. Perché? Perché le imprese boschive esistenti riescono a sfruttare solo il 25% del nostro patrimonio forestale. Avviare un’impresa boschiva, specializzata in approvvigionamento, taglio, lavorazione e vendita di legna da ardere, può rivelarsi un’attività redditizia, non solo per chi ha boschi di proprietà su cui effettuare il taglio. I clienti non mancano, comprese le attività di ristorazione che utilizzano il forno a legna e le imprese edili, in continua evoluzione verso la bioedilizia. Inoltre, acquistando solo pochi macchinari in più – anche usati – l’impresa boschiva può essere competitiva anche nel campo delle biomasse: producendo cippato e bricchetti. In alcune regioni, per diventare operatori forestali è necessario seguire un corso di formazione. In quasi tutte, sono presenti consorzi forestali che aiutano gli imprenditori nella commercializzazione dei prodotti e nel rispetto delle norme. La filiera legno-energia è il futuro…non farti bruciare dalla concorrenza!

Pensione per animali, centro addestramento e pet therapy
Cani, gatti, coniglietti…sono sempre di più gli italiani che hanno uno o più animali nelle proprie case. L’attenzione, e la spesa, che riserviamo loro crescono in continuazione e al tempo stesso aumentano i servizi di cui si sente la necessità: dalla pensione per cani e altri animali che li ospita quando ci si deve assentare da casa per lavoro o per vacanza, ai centri cinofili di addestramento cani con gli “educatori psicologi” (pet-coach) che insegnano ai nostri amici a quattro zampe e ai padroni a vivere in armonia, fino alle nuove frontiere della pet-therapy, che fonda sul binomio uomo-animale il principio base di cure alternative e innovative per un’ampia gamma di patologie psico-sociologiche. Per chi ama gli animali ed è alla ricerca di un’attività che consente di stare a contatto con la natura, avviare un centro di addestramento, pet-therapy e pensione per animali rappresenta dunque un’opportunità che non richiede grossi investimenti iniziali a fronte di concrete prospettive di guadagno. Le competenze necessarie per aprire una pensione per animali o una scuola cinofila sono acquisibili tramite un corso da educatore cinofilo. Grandissime saranno inoltre le soddisfazioni personali, grazie alle finalità educative e terapeutiche che si possono raggiungere con la professione di educatore cinofilo e addestratore.

Fattoria didattica e city farm
Tre bambini su dieci non hanno mai visto una pecora dal vivo, per molti gli animali della fattoria sono solo personaggi dei cartoni animati e le verdure che si trovano in tavola si generano spontaneamente al supermercato! Non è un segreto che il ritmo frenetico della vita moderna allontani le nuove generazioni dall’agricoltura, dall’allevamento e in generale dall’ambiente rurale. La novità è che qualcuno si sta muovendo perché le cose cambino: sono le fattorie didattiche, aziende agricole o agrituristiche innovative, che hanno deciso di aprire le loro porte a scolaresche e famiglie per dare loro la possibilità di toccare con mano il mondo agricolo. Numerose le proposte di visite guidate, percorsi didattici in fattoria e laboratori creativi. Aprire una fattoria didattica e city farm è un business sostenibile, basato su tre ingredienti complementari: la didattica, il divertimento e il turismo. Con un investimento medio-basso ed eco-compatibile, requisiti facilmente acquisibili e una buona promozione sul mercato locale è possibile realizzare il sogno di uno spazio accogliente, educativo e remunerativo all’interno della propria struttura.

Attività di animali e piante in adozione
La crisi internazionale ha rivoluzionato il mondo agricolo! Ne sono usciti vincenti gli agricoltori 2.0 che hanno puntato sui sistemi di vendita diretta dei prodotti agroalimentari e artigianali del territorio (farmer’s market, pick your own, orti urbani e consegne a domicilio direttamente dal contadino) e sulla presenza sul web. Da qualche mese, le aziende agricole e zootecniche del nostro paese hanno inventato il sistema per unificare queste innovazioni, garantendosi un’entrata fissa preziosa e svecchiando le formule tradizionali di fruizione dei prodotti agricoli. Si tratta della possibilità di proporre in adozione a privati, associazioni ed enti pubblici, parte del proprio orto o frutteto o alcuni animali dell’allevamento. In cambio della quota fissata per aderire all’adozione (che può essere temporanea o annuale) l’adottante riceverà i prodotti, freschi e trasformati, realizzati in azienda, vanterà un certificato di adozione e potrà seguire passo passo il suo “pargolo” attraverso video e fotoblog online. Si possono proporre in adozione alberi da frutta, zolle, orti, ulivi e vigne; fra gli animali, i più richiesti sono pecore e capre che producono ottimi formaggi, ma attirano anche le mucche per la fornitura di latte fresco, le galline per le uova, le api per il miele. I prodotti possono essere consegnati a casa dell’adottante o potrà essere lui stesso a visitare l’azienda per conoscere di persona la realtà produttiva. Per un’azienda agricola o zootecnica, un agriturismo o una fattoria didattica e sociale, organizzare un sistema di adozioni può rivelarsi una risorsa importante: nella tutela delle coltivazioni secolari e dell’allevamento in alpeggio e per ampliare la propria clientela attraverso internet e la vendita on line. Sono molti i consumatori che vogliono partecipare direttamente al processo produttivo degli alimenti che portano in tavola, e il metodo vincente per trovarli è il web!

Minicaseificio con eventuale allevamento di pecore – capre
In un mondo in continua evoluzione la strada più sicura per i produttori e trasformatori italiani è quella della miniproduzione artigianale. Le parole d’ordine sono tre: alta qualità, origine controllata della materia prima, lavorazioni il più possibile fedeli alle tradizioni regionali. I negozi di Eataly, le certificazioni Dop e Igp, i Presidi Slow Food e il Made in Italy sono solo alcune delle realizzazioni pratiche di questa tendenza, che è gastronomica ma soprattutto culturale. Il settore lattiero-caseario è stato uno dei primi ad adeguarvisi, anche grazie alle rivoluzionarie innovazioni tecnologiche che hanno modernizzato la produzione di latte, panna, burro, yogurt e formaggi. È su questo retroterra che un’attività di allevamento di pecore e capre dotata di un proprio laboratorio per la trasformazione ha tutte le carte in regola per proporsi come business vincente sul mercato locale e non solo. Il minicaseificio può, infatti, contare su una gamma di prodotti molto variegata e, al tempo stesso, essere presente in maniera massiccia nelle diete quotidiane dei potenziali clienti. Anche sul fronte della clientela le possibilità sono innumerevoli: dalla vendita diretta a privati e GAS, alla distribuzione a negozi di prodotti tipici, store di prodotti di alta qualità, formaggerie e attività di ristorazione. Il minicaseificio con allevamento ovicaprino è un’attività gradevole, da svolgere all’aria aperta e a contatto con gli animali. Il futuro è in mano al mastro casaro in grado di sposare i sapori della tradizione con le migliorie apportate dai caseifici hi-tech.

Allevamento di asini
Fino a qualche decennio fa la sorte degli asini sembrava segnata. Il WWF, e altre importanti associazioni animaliste, avevano già decretato il pericolo estinzione e indicato le razze italiane che, secondo le aspettative, avrebbero dovuto scomparire. Negli ultimi tempi, invece, la tendenza si è bruscamente invertita. Sul web, come fra gli appassionati di agricoltura e zootecnica, il ciuco è tornato di gran moda, così come la possibilità di crearsi un reddito creando un allevamento di asini. I motivi di questa inversione di tendenza sono plurimi. In primis, l’aumento deciso delle intolleranze alimentari, soprattutto a livello pediatrico, ha fatto sì che il latte d’asina trovasse sempre più spazio sul mercato, con grande aumento di domanda e produzione. Inoltre, il turismo sostenibile ha trovato nell’asino un alleato fedele: trekking someggiato e onoterapia sono solo alcune della attività ricreative richieste con l’ausilio degli asini. Infine, le necessità di una maggiore tutela ambientale e del rispetto di bosco e macchia mediterranea ha fatto sì che gli agricoltori siano tornati a utilizzare gli asini anche per il trasporto di legna, biomasse e carbone e, nei regimi di agricoltura biologica, per i lavori agricoli. Gli asini sono animali docili e simpatici. Creare un allevamento, da latte o per l’offerta di servizi di intrattenimento, può rivelarsi una scelta vincente, oltre che un’attività piacevole e stimolante.

Allevamento di alpaca e lama
Da qualche anno a questa parte visitando la campagna italiana è possibile assistere ad uno spettacolo curioso: nei pascoli, oltre alle pecore, ruminano animali fieri e docili, esotici e soffici. Si tratta degli alpaca, camelidi originari delle Ande peruviane, efficacemente trapiantati in Europa grazie all’esperienza di alcuni pionieri che hanno saputo, con i giusti accoppiamenti, migliorare il corredo genetico di questa specie. Quella degli alpaca – e in parte dei lama – è una moda travolgente. Non solo perché sono animali da compagnia simpatici e adatti ai bambini, ma soprattutto perché la fibra ottenuta dalla loro tosa è sette volte più calda di quella di pecora, molto più resistente e anallergica, perché priva di lanolina. Un capo realizzato in filato d’alpaca, lo sanno bene i grandi stilisti che fanno a gara per accaparrarsi questa materia prima, può durare una vita. Ecco perché, avviare un allevamento di alpaca e lama con laboratorio di filatura e maglieria può davvero rivelarsi un business di successo. L’attività è adatta soprattutto a chi ha già un’azienda agricola, un agriturismo o un allevamento ovino o caprino, ma è anche possibile partire da zero. Acquistando una o due fattrici gravide e noleggiando uno stallone è possibile, in breve tempo, creare un proprio gregge di alpaca in grado di produrre fibra di alta qualità, richiesta in tutto il mondo. Da lì a realizzare i propri capi di abbigliamento artigianali in tessuto pregiato il passo è breve. Tutti gli esemplari dell’allevamento, infine, possono essere impiegati in attività ludico-ricreative e pet therapy. Allevare alpaca, oltre che una fonte di reddito, è un’attività piacevole e soddisfacente

Avviare un orto Km 0
La riscoperta dell’agricoltura tradizionale e la passione per i prodotti genuini, coltivati vicino a casa, stanno coinvolgendo tutto il globo. Non è un mistero che siano sempre di più gli aspiranti imprenditori che vedono nell’orto Km 0 la possibilità di ottenere un buon reddito. Sono, infatti, in sensibile aumento i consumatori che vorrebbero ricevere con un semplice click verdura fresca di stagione direttamente a casa propria o passare una giornata diversa e “fare spese” nei campi, portando da casa i contenitori eco-sostenibili in cui stipare tante varietà di ortaggi freschi. Per rispondere a questa domanda sempre crescente è possibile avviare un’attività che, pur nella tradizione, risulta innovativa, e trasformare il proprio terreno nel luogo di punta di una filiera corta del mercato locale. Gli investimenti per l’avvio di questa attività possono non essere elevati e l’appezzamento di terreno iniziale può anche essere di piccole dimensioni. Con il tempo, con l’acquisizione di nuove tecniche e di una maggiore dimestichezza, si potrà aumentare la produzione, avendo nel frattempo testato le preferenze del mercato locale. Si potrà scegliere inoltre di integrare all’orto un piccolo laboratorio per la trasformazione così da offrire, in ogni stagione, conserve di ortaggi, verdure essiccate e tanti altri prodotti, vendibili ad un mercato potenzialmente nazionale grazie all’ecommerce. Il sapore della tradizione e un’idea d’impresa ecologica e salutista, in una chiave molto moderna, sono gli ingredienti che fanno dell’Orto Km 0 un business innovativo e potenzialmente di successo.

Aprire un bed and breakfast affittacamere casa vacanze
Ospitalità per la notte e prima colazione, una ricetta antica i cui vantaggi sono ben chiari oggi a tutti coloro che scelgono di mettersi in viaggio. Non è un segreto che il turismo moderno riunisca l’esigenza del risparmio alla possibilità di essere accolti “in famiglia”, avendo l’opportunità di conoscere da vicino abitudini di vita e costumi dei luoghi visitati. Solo negli ultimi anni – forse fa da spartiacque il Giubileo romano del 2000 – anche l’Italia ha scoperto i vantaggi delle attività di Bed and Breakfast e affittacamere. Non solo, sono sempre più diffuse anche le case vacanze: alloggi in affitto per brevi periodo che consentono di vivere in totale privacy e con tutte le comodità domestiche le proprie vacanze. L’investimento necessario per aprire un b & b è contenuto, così come i costi di gestione. La casa vacanze può essere la propria seconda casa, nei mesi in cui non la si utilizza. Aprire un’attività di ricezione extralberghiera consente di realizzare un reddito integrativo a tutte quelle famiglie che dispongono di una o due stanze in più oppure di una seconda casa sfitta. Non servono requisiti tecnici particolari e, per gestire un bed and breakfast o una casa vacanze, è sufficiente un impiego di tempo modesto. Adattare la propria abitazione a struttura ricettiva a disposizione di turisti, giovani e uomini d’affari in viaggio può rivelarsi un business senza rischi e offrire numerose occasioni di amicizia e scambio culturale. La normativa non è particolarmente complessa, sia la casa vacanze che il B&B possono essere avviati anche con formula non imprenditoriale. Gli spazi di mercato per aprire nuovi Bed & Breakfast, affittacamere e case vacanze sono molto ampi, non lasciatevi sfuggire l’occasione!

Aprire un agriturismo
Per molti agriturismo significa cucina casalinga e accoglienza famigliare: due ingredienti allettantissimi per chi lavora tutta la settimana tra lo stress e lo smog della città. Mettere a disposizione di turisti e clienti di passaggio una location suggestiva con ampi spazi verdi, buon cibo e la possibilità di cimentarsi in attività a contatto con la natura, come il trekking o l’equitazione, può davvero rivelarsi l’asso nella manica per avviare un business di successo. Con un investimento limitato e la possibilità di sfruttare locali di proprietà, ristrutturati e adattati secondo le normative, trasformare un’azienda agricola in agriturismo è senz’altro un buon modo per assicurarsi un soddisfacente reddito integrativo, con un impegno di tempo limitato e stagionale e una conduzione famigliare, che permette di contenere i costi di gestione. Le accortezze per aprire un agriturismo di successo sono due: una politica di prezzo concorrenziale e un programma promozionale mirato e capillare.

Aprire un ostello della gioventù
Risparmio. La parola d’ordine delle vacanze degli italiani, e non solo, da qualche anno a questa parte. È anzitutto per questo motivo che strutture antiche come gli ostelli della gioventù sono ritornate in voga e rappresentano oggi un concorrente temibile per il volume d’affari di alberghi, Bed and Breakfast e altre strutture ricettive, collocate in città, mare, campagna o montagna. Non sono più solo i giovani con lo zaino in spalla, gli anglosassoni backpapers, a scegliere sistemazioni economiche e divertenti in dormitori con tanti posti letto. Da quando anche le famiglie e le coppie giovani scelgono gli ostelli, questi si sono adattati ad offrire stanze private, con qualche comfort in più ma con la convenienza di sempre. Scegliere di aprire un ostello della gioventù, oggi, significa cavalcare l’onda di una nuova filosofia del turismo. Quella per cui andare in vacanza significa esplorare da vicino le abitudini e gli usi della città che si è scelto di visitare, sfruttando ogni occasione per fare nuove amicizie, socializzare, divertirsi. Se l’investimento iniziale non è proprio contenuto, è anche vero che gli ostelli sono ben visti dalle amministrazioni comunali, che spesso riservano ai titolari accordi convenienti per l’utilizzo di strutture pubbliche in disuso. Aprire un ostello della gioventu’ oltre che essere un business molto remunerativo, può offrire grandi soddisfazioni personali, a chi abbia voglia di confrontarsi con la gioventù di tutto il mondo.

Aprire un campeggio
Le recenti tendenze rivelano che il tipo di turismo più apprezzato è a contatto con la natura, con un occhio attento al portafogli, ma anche alla ricerca di divertimento e socializzazione, soprattutto per bambini e ragazzi. Perchè non realizzare il proprio progetto campeggio? Sono in continua crescita le persone che decidono di aprire un campeggio, al mare o in montagna, in località suggestive e naturali. Un camping moderno, pulito ed attrezzato, dove i turisti possono soggiornare nei loro camper e roulotte o nei bungalow in totale relax. Gestire un campeggio comporta un impegno stagionale a fronte di un reddito che può rivelarsi davvero soddisfacente, soprattutto se si fa attenzione ad offrire strutture di qualità, come servizi igienici privi di barriere architettoniche e un’area ristorante/bar accogliente ed economica. Non bisogna sottovalutare, inoltre, l’importanza di offrire ai campeggiatori sempre nuove opportunità di svago, si tratti di campi da tennis e di volley o di aree giochi protette per bambini. Per aprire un campeggio non sono richiesti requisiti complessi e la gestione di un camping offre molti spunti per una crescita personale e professionale.