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I Nostri Progetti


8 gennaio 2017
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 REALIZZAZIONE SERRA IN ACQUAPONICA   L’acquaponica è l’unione tra l’acquacoltura (allevamento del pesce) e l’ idroponica (crescita delle piante nell’acqua in assenza di terreno). Il progetto consente  di avere a disposizione ottimi o bellissimi pesci ed ortaggi. Si tratta di un’applicazione pratica nata una ventina d’anni fa, un ibrido che coniuga l’acquacoltura, ovvero l’allevamento ittico, e l’idroponica, ovvero la coltivazione di piante in acqua.

Il processo utilizza il 90% in meno di acqua e permette una riduzione pari al 70% di energia in meno rispetto una coltura tradizionale in quanto, l’acqua circolando all’interno di un circuito chiuso permette contemporaneamente l’irrorazione, la nutrizione delle piante e l’ossigenazione della vasca ittica. Le colture risultano libere da insetti infestanti, erbacce e prive quindi,di pesticidi chimici. Inoltre garantiscono una resa per metro quadrato maggiore, rispetto alle colture tradizionali, ottenendo così prodotti 100% biologici e a kilometro zero. Il tipo di iniziativa è da considerarsi altamente innovativo e per quanto concerne realtà di elevate estensioni ancora in fase di puntuale definizione. Ottime le potenzialità derivanti dalla standardizzazione del processo, sia dal punto di vista della diretta produzione, che per quanto concerne le potenzialità derivanti dall’assistenza per l’avvio di nuove attività similari.

PRODOTTI USO ORNAMENTALE:

Tutti i tipi di fiori e tutti i tipi di pesci ornamentali di acqua dolce, come fauna tropicale, gamberi, carpe koi e similari, pesci di acquario.

PRODOTTI USO ALIMENTARE:

Basilico, pomodoro, insalata, zucchine, melanzana, peperone, cavolo, radicchio, cipolle, carota, cappuccio, tutte le varietà di frutta etc. Anguille, trote, salmerini, carpe, pesce gatto, gamberi di fiume, storione e tutti i pesci di acqua dolce.

PRESENTAZIONE PROGETTO:

Il presente investimento avrà come obiettivo la realizzazione e la successiva messa in esercizio di un progetto pilota indispensabile per porre in essere tutte le diverse fasi di sperimentazione e riorganizzazione progettuale/produttiva necessarie per addivenire alla creazione di un ambiente di accrescimento ottimale, funzionale alla massimizzazione produttiva sia del comparto ittico che orticolo. In assenza di soluzioni operative standardizzate, soprattutto per quanto concerne serre di grandi dimensioni, vista la recente ascesa di tale metodologia produttiva, il presente investimento necessiterà di una prima e gravosa “fase  progettuale”, caratterizzata dalla interazione di professionalità diverse, fondamentali per garantire l’ottenimento di tutte le autorizzazioni amministrative necessarie per poter avviare l’attività produttiva, praticità gestionale e non marginale, ottimizzazione dei risultati. Nello specifico il complesso produttivo insisterà su un area complessiva di mq…….. ( terreno di proprietà di uno dei soci) ed avrà come obiettivo iniziale la realizzazione di una prima serra ( progetto pilota) con una superficie complessiva di mq….., 672 dei quali destinati alla coltivazione di ortaggi, a cui farà  seguito la successiva realizzazione di altre quattro serre di uguale estensione. Investimenti successivi caratterizzati da costi progettuali e di avvio decisamente calmierati grazie all’esperienza traslata dal progetto pilota. Preambolo alla fase di progettazione:

  • Individuazione idonee professionalità: Progettisti, consulente ittico, agronomo, geologo.
  • Richiesta di preventivi;
  • Assegnazione mandati.

Tale fase si concluderà con la predisposizione di un dettagliato progetto esecutivo corredato da computometrico estimativo caratterizzato da elevato grado di analiticità sia dal punto di vista dei costi che della definizione dei vari soggetti fornitori. A seguito di tale fase, che potrebbe avere uno sviluppo temporale di circa 4 mesi ( realizzazione progetti, presentazione degli stessi agli organi competenti, ottenimento autorizzazione), farà seguito la fase “realizzativa” .

FASE REALIZZATIVA:

A fronte dell’ottenimento delle varie autorizzazioni amministrative, verranno avviati i lavori edili  caratterizzata da tempi di esecuzione non eccessivi. Ipotizzando un progetto chiavi in mano, sia per la parte edilizia che impiantistica in senso lato, i tempi di ultimazione ed ottenimento collaudi vari potrebbero richiedere un lasso di tempo massimo di 3/4 mesi.

AVVIO ATTIVITA’:

Una volta realizzata e completamente attrezzata l’area, si potrà procedere con l’ avvio della produzione orticola, con contestuale graduale inserimento della parte ittica. Fondamentali in tale contesto l’assistenza professionale di tecnici specializzati nei rispettivi ambiti: agronomi e esperti nel comparto dell’allevamento ittico.   CRONOPROGRAMMA: Fase progettuale/Autorizzativa                                            4 mesi Fase realizzativa                                                                       4 mesi Piantumazione/primo raccolto                                             4 mesi Inserimento Ittico/ primo ciclo                                            6 mesi Entrata a regime post-investimento                                    12/18 mesi

CANALI DI SBOCCO – PUNTI DI FORZA :

Seppur non ancora consci delle effettive potenzialità del progetto ( altamente innovativo e con rese spesso multiple rispetto a coltivazioni con metodi tradizionali), che potrebbe portare in fase produttiva ad una riorganizzazione delle colture orticole, assolutamente intercambiabili in funzione  dello sfruttamento ottimale delle caratteristiche intrinseche che si presenteranno in fase di taratura del progetto industriale. Inizialmente si è ipotizzata una piantumazione  di basilico; pianta aromatica caratterizzata da una domanda spesso superiore all’offerta locale. Individuate in tale settore alcune aziende liguri, attive nella produzione di “Pesto”, che hanno espresso deciso interesse nel ritiro sistematico delle produzioni. Contestualmente è stato sondato e successivamente individuato il canale di sbocco della produzione ittica ( vedi allegato), rappresentato dalla grande distribuzione a livello nazionale. Caratterizzati da valutazioni estremamente prudenziali, i potenziali ritorni  scaturiti  dalla relazione tecnica allegata, evidenziano a fronte di un periodo di accrescimento di circa sei mesi, una operatività  in grado di generare  reddito già dal primo anno di operatività. Riassumendo si evidenzia, già in questa fase embrionale, la presenza di canali di sbocco in grado di garantire fin dai  primi mesi di operatività  il totale assorbimento produttivo. Ultimo e non marginale ritorno reddituale/operativo, la creazione di know-how specifico, generato dalla diretta esperienza sul campo, potenzialmente vendibile su altri progetti analoghi.

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Acquaponica: il futuro dell’orticoltura comunitaria

La coltura acquaponica, ovvero la combinazione dell’acquacoltura con la tecnologia idroponica, è un metodo di produzione tecnologico nuovo sul quale si sta concentrando una considerevole attenzione da parte dell’Europa e non solo, in virtù del forte potenziale di sostenibilità che caratterizza il sistema. Come dice la Commissione europea, è il futuro dell’orticultura comunitaria.

 

Viene definita acquaponica quel tipo di agricoltura che mette insieme l’allevamento dei pesci alla coltivazione idroponica delle piante.

 L’aggettivo idroponico deriva dal greco ύδωρ (acqua) + πόνος (lavoro).

In un sistema acquaponico l’acqua delle vasche per acquacoltura viene pompata in quelle idroponiche, in modo tale che le piante che vi si trovano possano filtrarla sottraendo diverse sostanze di scarto dei pesci, traendone contemporaneamente nutrimento.

L’acqua così filtrata potrà quindi essere reimmessa nelle vasche per acquacoltura e riprendere

il suo ciclo.

In un impianto acquaponico si utilizza l’acqua di scarico delle vasche, dove vengono allevati ad esempio dei pesci, per irrigare le piante da far crescere, prive di terra e concime chimico.

Nell’acqua di queste vasche ci sono molte di sostanze nutrienti che vengono utilizzate dalle piante per il loro sviluppo, grazie alle ricche popolazioni batteriche, presenti nei letti di crescita, che si occupano di trasformare le sostanze di rifiuto in importanti elementi di crescita assorbiti dalle radici vegetali.

Le colture acquaponiche e idroponiche sono metodi alternativi molto rispettosi dell’ecologia e della natura. Un grande vantaggio dell’acquaponica è quello di utilizzare meno acqua delle colture tradizionali perchè l’acqua dell’impianto può essere utilizzata anche per 6 mesi.

Con questo tipo di coltura vengono praticamente eliminati i fertilizzanti, i quanto l’acqua viene arricchita dai materiali di scarto dei pesci. In poche parole l’acquaponica è un piccolo mondo chiuso che riutilizza gli scarti animali per fertilizzare le colture vegetali.

Berlino: la più grande acquaponica d’Europa

L’importante è incominciare – Acquaponica, un progetto dall’enorme potenziale