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AGRICOLTURA AI GIOVANI


13 ottobre 2015
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Agricoltura, 1 azienda biologica su 3 è guidata da una donna

In Italia ci sono ben 16mila aziende agricole a conduzione femminile, il 31 per cento del totale. E si tratta di aziende innovative che, nella maggior parte dei casi, puntano su prodotti biologici.

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AZIENDE AGRICOLE AL FEMMINILE -

Aziende agricole italiane sempre più rosa: come evidenziano le statistiche, aumentano le donne che decidono di avviare un’azienda agricola e, nella maggior parte dei casi, di puntare su prodotti biologici.

IMPRENDITORIA FEMMINILE IN AGRICOLTURA -

In Italia, le aziende agricole biologiche a conduzione femminile, cioè create e guidate da donne, sono ben 16mila e rappresentano il 31 per cento del totale (quasi 1 su 3). Il trend, poi, è decisamente positivo, se pensiamo che negli ultimi 10 anni il numero delle aziende agricole al femminile è cresciuto di circa il 20 per cento. Altra buona notizia è che le donne a capo di queste aziende possono vantare un’ottima formazione: il 55 per cento di loro, ad esempio, ha un diploma e il 18 per cento una laurea.

Agricoltura, il futuro è dei giovani

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Indagine Swg/Pink Lady: gli occupati under 35 nel settore sono aumentati del 9%. Attirano l’opportunità di trovare lavoro, il contatto con la natura e la possibilità di innovare senza tradire il valore della sostenibilità.

I giovani sono alla guida solo del 5% delle aziende agricole italiane

Per i giovani che intendono fare dell’agricoltura un mestiere la parola d’ordine è innovare. Secondo una indagine condotta da Swg per Pink Ladymolti ragazzi vedono il proprio futuro nei campi, ma con il tablet in mano. I numeri parlano chiaro: gli occupati under 35 in agricoltura sono aumentati del 9%, andando a svecchiare un settore che fatica ad avere un ricambio generazionale.

Ma qual è il profilo del giovane agricoltore? Secondo Swg, che ha intervistato duemila persone, si tratta in prevalenza di uomini, o ragazzi visto che hanno per la maggior parte 25-30 anni. Provengono dalle grandi città del Centro-Sud e dalle Isole. Sono in coppia, ma senza figli.

Le motivazioni che spingono questi ragazzi ad abbandonare i comfort delle metropoli per infilarsi gli stivali sono principalmente quattro. Prima di tutto la possibilità di trovare lavoro più facilmente rispetto ad altri settori. In secondo luogo la possibilità di fare impresa con modalità diverse da quelle tradizionali. Poi il contatto con la natura ed infine la possibilità di innovaresenza tradire il valore della sostenibilità.

Questi “junior farmers” hanno le idee chiare su quali sono i plus dell’agricoltura italiana. Prima di tutto la valorizzazione del territorio, con le sue straordinarie varietà. In secondo luogo la consapevolezza che l’agricoltura è una eccellenza e una possibilità di sviluppo economico. Infine la possibilità di unire innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile.

Tra i ragazzi c’è la convinzione che non ci si può improvvisare agricoltori. E infatti la maggior parte di chi si siede su un trattore ha un titolo di studio elevato. D’altra parte crescono le iscrizioni non solo nelle facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari (+2,9% sul 2011/2012), ma anche negli istituti tecnici in agraria, agroalimentare e agroindustria (+25% nell’ultimo triennio).

Un trend importante, ma che è solo agli inizi visto che i giovani sono alla guida di solo il 5% delle aziende agricole. L’obiettivo nel breve periodo è quello di arrivare alla media Ue, che si attesta all’8%. Mentre quello di lungo periodo deve essere il rinnovamento di un settore nel quale quasi il 40% delle aziende sono gestite da over 65.

I dati della ricerca confermano che il comparto soffre di una eccessiva frammentazione. L’80,7% delle aziende impiega meno di un’unità di lavoro, l’88,6% fattura meno di 50.000 euro l’anno, mentre il 96,7% è costituito da aziende individuali e il 97,5% è a conduzione diretta. La strada è ancora lunga per rivoluzionare un settore che in Italia conta 1,5 milioni di imprese.

L’innovazione non passa però solo dalle tecniche agrarie, ma anche dai modelli di business e dagli approcci alla terra. E’ infatti in forte aumento (+48,4%) il numero di aziende multifunzionali, quelle imprese cioè che si occupano anche di attività correlate a quella agricola (agriturismo, didattica, terzo settore, trasformazione delle materie prime). Trend positivo anche per le aziende che puntano su produzioni bio: nel triennio 2011-2013 la superficie biologica è passata dal 6,1% al 7,7% del totale.

 

Giovani, agricoltura: un sogno tutto da coltivare

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Come iniziare una attività di impresa in agricoltura redditizia ed economica

Molti giovani sono affascinati dal mondo dell’aeroponica, dal mondo dell’idroponica, delle erbe culinarie, dalle fragole, dalle piante officinali o medicinali, dai funghi, dalle microalghe, dal coriandolo, dai frutti esotici.

Si rimane affascinato dal scoprire che c’è, ed  esiste,  un modo innovativo  per indirizzare e  trasformare l’agricoltura verso un vero e proprio processo industriale, coinvolgendo tutta la filiera. Sì dal seme alla tavola. Vi siete mai chiesti: è possibile produrre pomodoro, insalate o qualsiasi altro ortaggio in serie? E’ possibile standardizzare in agricoltura? E ancora: E’ possibile fare business e guadagnare in agricoltura? E’ possibile rendere un prodotto agricolo funzionale (che risolve per esempio la carenza di magnesio nell’organismo)?

Un investimento il cui valore economico è recuperabile in solo 2 anni di attività. L’iniziativa, realizzati gli investimenti,  produce cash flow giornaliero a partire dal 30° giorno. In altri termini produce reddito giorno per giorno e i quantitativi dipendono dal dimensionamento dell’impianto.

Il 40% – 48% del costo delll’investimento  è ha fondo perduto, mentre la rimanente parte è finanziabile con mutuo a 15 anni a tasso agevolato.  SI arriva così  al 90 – 98% di copertura dell’investimento.

Un investimento interamente finanziato da terzi.

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Le nostre Consulenze e Soluzioni in agricoltura:

Ti possiamo offrire assistenza nella programmazione di acquisto, studio di fattibilità, assistenza nei finanziamenti dedicati all’agricoltura.

Predisposizione ed analisi dei dati economici e patrimoniali per la valutazione e la sostenibilità di investimenti e finanziamenti delle società agricole.

Predisposizione di piani economici previsionali al fine di valutare l’impatto di investimenti ed impegni finanziari.

Predisposizione fascicolo e caricamento in procedura della richiesta di accesso alla garanzia diretta ISMEA ( disciplinata dal Decreto 22 marzo 2011 del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Gestione procedura bando ISI INAIL Agricoltura:

a) Inserimento on-line del progetto;

b) Inserimento codice identificativo;

c) Invio del codice Identificativo;

d) Invio della Domanda

Supportare le diverse fasi dell’acquisto, offrendo un prodotto/servizio rispondente alle esigenze del cliente.

Curare il servizio vendita sulla base delle specifiche assegnate, attuando la promozione, il riordino e

l’esposizione.

Formazione di business plan per aziende in start up e non.

La soluzione completa di prodotti e servizi pensata per tutti gli attori della filiera agricola.

Servizi dedicati per rispondere alle esigenze.

Contattaci: inviaci una mail con un recapito telefonico sarete contattati per un maggior chiarimento in merito.

info@consulenzagricola.it

 

 

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Cibo, energia. clima: la rivoluzione agricola multifunzionale è iniziata

il settore può produrre alimenti sani, energia, fertilizzanti naturali e mitigare il cambiamento climatico

Si può passare quindi a una intensificazione sostenibile dell’agricoltura che oltre a produrre per l’agroalimentare, grazie all’integrazione della digestione anaerobica, può chiudere il ciclo produttivo valorizzando i propri scarti, incrementando la fertilità dei suoli, producendo più colture per i diversi mercati (food, feed, energy), il tutto riducendo le emissioni del settore e stoccando Co2 nei terreni.

 

La rivoluzione agricola, quindi, è già iniziata e le esperienze fatte dai soci del Consorzio Italiano Biogas nelle loro aziende, sono la dimostrazione che c’è un modo nuovo e competitivo di fare agricoltura, capace di produrre al contempo eccellenze alimentari ed energia verde nel pieno rispetto dell’ambiente. Tutto questo è il valore aggiunto e il ritorno inaspettato che il supporto allo sviluppo del biogas sta creando direttamente sul territorio, grazie alla crescente consapevolezza degli agricoltori e alla maturità tecnologica raggiunta oggi dal settore.

 

Agricoltura. Oscar green ai giovani che fanno innovazione

Sardegna: successo per il bando “La terra ai giovani”

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Il ritorno alla terra, con tecnologia e innovazione, per rilanciare e valorizzare le produzioni regionali. Si chiama “La terra ai giovani” ed è il programma promosso dalla Regione per favorire il ricambio generazionale in agricoltura attraverso la concessione in locazione con canoni agevolati di terreni agricoli ai giovani imprenditori del settore under 40. Una proposta, nata quasi in silenzio, con le istituzioni che hanno deciso di mettere a disposizione poco meno di 700 ettari sparsi tra i diversi centri dell’isola, ma da tempo abbandonati o incolti. La risposta verso l’offerta che in tempo di innovazione e alta tecnologia sembra quasi controcorrente è stata positiva.

Per il bando sono state presentate 130 domande, 3 delle quali arrivate fuori tempo. Alcune sono per gli stessi terreni e ora sarà necessario attendere la predisposizione delle graduatorie per l’assegnazione delle terre con contratti da 15 anni a canone agevolato e rinnovabili. Entro fine mese sarà già pronta la graduatoria dato che la commissione di valutazione è già al lavoro. Il bando prevede anche una serie di premialità per i piani industriali che prevedono la valorizzazione dei terreni grazie all’impiego di tecnologie innovative sia nelle fasi di produzione si in quelle di trasformazione e commercializzzione. Non meno importante la formazione e l’esperienza acquisita sul campo e l’adesione a organizzazioni dei produttori, consorzi di tutela. Riguardo anche per le cooperative sociali, gli imprenditori agricoli professionali e le aziende che si occupano di produzione, trasformazione e commercializzione. Un progetto ambizioso, come fanno sapere dalla Regione, che fa parte di un programma più ampio di valorizzazione dei prodotti agricoli sardi. Proprio in questi giorni comincia a prende corpo il progetto per la valorizzazione del pecorino romano attraverso un sistema che mette assieme i produttori, e l’industria di trasformazione che, dopo una prima perplessità, ha aderito al progetto, e i venditori. Ossia l’Organismo interprofessionale (che ha ottenuto dal ministero per le Politiche agricole il primo benestare alla bozza di statuto) che fornisca un supporto per l’utilizzo degli strumenti finanziari, la vendita dei formaggi, il pegno rotativo per i prodotti dop, oltre che la gestione delle scorte dei magazzini delle imprese di trasformazione.

 

FINANZA AGEVOLATA PER L’AGRICOLTURA

Vuoi dare una opportunità a tuo figlio?

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Agricoltura: “Generazione Campolibero” 160 milioni ai giovani agricoltori

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  annuncia l’operatività delle misure del pacchetto ‘Generazione Campolibero’ da 160 milioni di Euro che ha l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale, sostenendo il comparto e creando nuovi sbocchi occupazionali.

Lavoro: giovani e agricoltura, nuove assunzioni e imprese in crescita

In controtendenza alle difficoltà riscontrate in quasi ogni settore, l’agricoltura fa registrare un incremento record del 7,1% nel numero di occupati, con un trend positivo che vede una crescita del 17,5% al nord, del 2,8% al centro e dell’1,1% al sud. In crescita nelle campagne è il numero di lavoratori sia indipendenti (+8,7%) che dipendenti (+5,5%), mentre si assiste a un calo dell’occupazione nelle grandi imprese, secondo i dati Istat relativi al quarto trimestre del 2014. Non a caso, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè, il 57% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo, piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%).
Sempre più numerosi i giovani che scelgono l’agricoltura, a conferma della dinamicità di un settore capace di unire tradizione e innovazione. Le potenzialità del comparto agricolo sono dimostrate anche dalla crescente attrazione esercitata dagli istituti agrari, che hanno registrato un vero e proprio boom con un aumento del 39% nelle iscrizioni.

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Giovani e agricoltura: speranze e bisogni

Abbiamo detto della crescita in fatturato del settore agricolo-agroalimentare, dei nuovi nuovi posti di lavoro tra campi e fattorie e del boom di under 35 che intraprendono il mestiere del contadino. Bene, bello, ora però facciamoci una domanda: perché i giovani italiani si avvicinano all’agricoltura dopo che un’intera generazione ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle il mondo rurale? E quali sono le reali prospettive di questi nuovi pionieri?

Mettendo insieme con pazienza il contenuto di interviste, dibattiti, forum, blog, convegni, programmi tv e quant’altro vi venga in mente negli ultimi tempi emerge che alla prima domanda corrispondono due risposte: l’avvicinamento dei giovani all’agricoltura nasce sia da un bisogno di concretezza avvertita dopo anni di economia basata principalmente sulla speculazione finanziaria, sia dalla difficoltà nel trovare lavoro in altri settori; da qui la disponibilità anche ai lavori stagionali che fino a pochi anni fa facevano solo gli stranieri. Le due motivazioni pesano uguale: scelta e necessità alla pari, cinquanta e cinquanta.

E per quanto riguarda le prospettive dell’agricoltura? Beh, da questo punto di vista regna l’ottimismo e tutti i navigati esperti concordano che nonostante le difficoltà poste da una burocrazia opprimente (ma chi l’ha fatta così?) e dal solito farraginoso sistema Italia (ma chi l’ha voluto?), i giovani in futuro potranno avere grandi soddisfazioni dal settore agricolo e nel contempo anche aiutare l’Italia a recuperare un paesaggio rurale dignitoso che si stava perdendo; forse anche perché aggredito in tutti i modi nei decenni scorsi. I giovani ringraziano e ci sperano davvero.

Discorsi a parte, le prospettive di lavoro sono concrete e non riguardano solo ortaggi e animali: le agroenergie (biogas e dintorni) negli ultimi anni hanno creato oltre 13mila posti di lavoro (anche problemi e polemiche a dire il vero ma questo è un altro capitolo) e sembra esserci ancora molto spazio di crescita. Probabilmente questo contribuisce a far cambiare l’attenzione dei giovani verso l’agricoltura, che decisamente non è più considerata un settore di serie b. Aggiungiamo un altro dato sul biogas: oggi in Italia il settore è costituito da circa 200 impianti  che producono  circa 900 megawatt di energia ogni anno. Ci manca purtroppo il numero preciso degli addetti, ma parliamo di qualche migliaio di persone.

Un aspetto che sarà utile considerare, sempre in tema di prospettive e per non ingannare i giovani, è che non si può parlare di crescita del biogas (che trova nei campi la sua materia prima) senza affrontare il problema della sua convivenza con l’agricoltura destinata all’alimentazione. Servono regole sull’uso del suolo e piani energetici che consentano lo sviluppo delle agroenergie senza sottrarre spazio (cioè terreni) all’utilizzo tradizionale per la produzione di derrate alimentari; per esempio favorendo l’uso energetico degli scarti delle lavorazioni agricole rispetto alle coltivazioni dedicate. Per non trovarsi presto di fronte a contraddizioni tanto palesi quanto disastrose.

Prospettive interessanti ce ne sono anche nell’agriturismo con le sue derivazioni: cicloturismoippoturismo e l’agriturismo enogastronomico. Lo sviluppo turistico rappresenta una grande opportunità per il mondo agricolo e per l’Italia in generale, anche perché si tratta di attività che implicitamente comportano la difesa dell’ambiente. Anche qui riusciamo a dare un dato: l’agriturismo enogastronomico porta in tutta Italia circa 4,5 milioni di turisti ogni anno per un indotto di circa 5 miliardi di euro. Se vi sembrano tanti sappiate che la sola Napa Valley in California ne attira 6 milioni. Per migliorare servirebbero un migliore coordinamento, anche in collegamento con le località turistiche tradizionali, e politiche adeguate.
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Agricoltura, il futuro è ‘under 40′

 

 

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Ma in Italia i giovani sono solo il 2,9% contro il 6,1 dell’Europa. I dati presentati a Bruxelles alla conferenza organizzata dall’Agia-Cia

I giovani che subentrano ai genitori alla guida dell’impresa agricola fanno crescere il fatturato di oltre il 30 per cento.

E’ quanto emerge da un’analisi condotta dall’Agia, l’associazione giovani imprenditori della Cia-Confederazione italiana agricoltori, i cui dati sono stati anticipati Bruxelles nel corso della conferenza ’I giovani agricoltori per l’Europa del futuro’.

La riscossa degli ‘under 40′

Consolidato il dato che attribuisce più di 9 miliardi di euro (valore aggiunto), alle oltre 110 mila aziende condotte da ‘under 40′ - dice l’Agea – il ricambio generazionale ha portato miglioramenti sul fronte del fatturato, anche grazie a scelte coraggiose come la conversione in azienda multifunzionale.
Il cambiamento ha interessato 5 aziende su 10. Circa il 7 per cento delle imprese condotte da giovani hanno inserito innovazioni di prodotto e di strutture.
Uno dei segmenti di maggiore successo, in termini di fatturato, è rappresentato dall’export di prodotti come il vino e i sott’oli. Soprattutto verso gli Usa e i nuovi mercati asiatici. Circa l’85 per cento delle aziende ‘rigenerate’ ha migliorato il fatturato rispetto alla precedente gestione, il 12 per cento ha mantenuto le stesse performance e solamente il 3 per cento ha segnato un bilancio in negativo.

Lavoro: 40 milioni di euro per i giovani imprenditori agricoli.

Lavoro in agricoltura: sempre più giovani.

L’agricoltura come investimento per un futuro migliore è l’obiettivo che ha accompagnato l’idea del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Si punta tutto sull’innovazione per raccontare le storie dei giovani che hanno voglia di investire in questo settore. Il ricambio generazionale è una priorità, vogliamo far crescere il numero di aziende condotte da giovani e proiettare il comparto nel futuro.

I giovani sognano l’agricoltura. Sono sempre più gli under 35 che aspirano, infatti l’agricoltura cresce nonostante la crisi ed è in grado di offrire opportunità a chi vuole entrare a fare parte del settore con idee innovative o a chi vuole trovare un’occupazione anche temporanea.

Un nuovo studio presentato da Coldiretti ha messo in evidenza che il boom dei giovani traina l’occupazione generale nel settore agricolo e fa registrare un aumento record del 6,2% nel numero di occupati, dieci volte superiore al valore medio totale dell’intera economia nel primo trimestre dell’anno.

L’aumento dell’occupazione in agricoltura è accompagnato dalla crescita del valore aggiunto del settore che nel 2015 è aumentato dello 0,2% rispetto all’anno precedente. I giovani hanno colto questo trend positivo e 2 su 3 cercano lavoro in estate in campagna per partecipare alla raccolta della frutta e alla vendemmia.

Ciò per i giovani significa entrare in contatto con la natura e con i suoi prodotti e trovare un primo contatto con il mondo del lavoro. Nel corso del 2015 si stima che quasi 200 mila giovani possano trovare lavoro in agricoltura.

Individuare la risorsa giusta e trovare l’opportunità lavorativa ideale non sempre è cosa semplice. In un settore come quello agricolo, dove cresce la voglia di investire e aumentano le aziende gestite da giovani under 40.

DARSI ALL’AGRICOLTURA
I giovani riscoprono la terra, ma tornano in campagna con la testa, non solo con le braccia. Dietro il loro interesse per l’agricoltura c’è infatti la rivalutazione del territorio, ma anche la voglia di innovare, eliminando quelli che da sempre sono freni allo sviluppo del settore: frammentazione delle proprietà, con prevalenza di colture e attività a bassa redditività.

Nel primo semestre di quest’anno sono state 19mila le nuove imprese agricole avviate da giovani under 35. In prevalenza sono figli o nipoti di agricoltori, ma ci sono anche tanti imprenditori alla prima esperienza. Un fermento in controtendenza rispetto alla crisi che ha colpito altri comparti. “Nei primi sei mesi il numero di nuove imprese agricole” osserva Sergio Marini, presidente di Coldiretti “ha superato quello delle nuove nate nel settore industriale, ed oggi in Italia si stima siano 100mila i giovani under 40 alla guida di imprese agricole”.