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Agricoltura Acquaponica


8 gennaio 2017
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 cos’è l’acquaponica?

L’acquaponica potrebbe essere uno dei metodi usati dall’agricoltura del futuro per alleggerire l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Si tratta di una pratica che unisce la tecniche dell’acquacoltura (allevamento di specie acquatiche come pesci e crostacei) con quelle dell’idroponica (la coltura di vegetali senza terreno), in modo da ottenere un ambiente simbiotico.

Nei sistemi acquaponici l’acqua delle vasche usate per l’acquacoltura (che, quando è satura di deiezioni diventa tossica per i pesci) viene pompata nelle vasche idroponiche, nelle quali le piante la filtrano, nutrendosi proprio delle sostanze di rifiuto dei pesci. Ne risulta un’acqua depurata e pulita che può essere reintrodotta nelle vasche per l’acquacoltura, dove il ciclo ricomincia.

I vantaggi dall’acquaponica sono molteplici: minimo spreco di acqua (la stessa può essere riutilizzata per almeno sei mesi), impatto ecologico bassissimo per la completa assenza di concimi, controllo biologico dei parassiti e degli agenti patogeni spesso presenti negli allevamenti di pesci, produzione di cibi genuini e biologici, eliminazione del problema dello smaltimento dei rifiuti derivanti dall’acquacoltura intensiva, riduzione del fabbisogno di terreni per l’agricoltura, possibilità di produzioni a chilometro zero.

Tra gli svantaggi che possiamo immaginare ci sono: le alte spese iniziali per la messa in opera degli impianti, nonché l’alta dipendenza da sistemi di controllo e tecnologie per gestire al meglio il ricircolo dell’acqua e la temperatura dell’ambiente (nel caso di blackout o blocco del sistema idraulico i pesci potrebbero morire nel giro di pochissimo tempo).

L’acquaponica è già discretamente diffusa in paesi come Germania, Austria, Stati Uniti e Bangladesh. In Italia esiste un laboratorio in provincia di Ancona che sta studiando per mettere a punto colture su larga scala.

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L’agricoltura del futuro? Senza terra, senza pesticidi e con pochissima acqua 

Nei prossimi 50 anni supereremo i 9 miliardi sulla Terra e dovremmo produrre più cibo di quanto ne sia stato consumato in tutta la storia dell’umanità, mentre terra, acqua e aria sono sempre più inquinate. Come fare?

 

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L’Acquaponica è un sistema di produzione ecosostenibile completamente biologico innovativo che coniuga insieme l’Acquacoltura (ovvero l’allevamento di specie acquatiche quali i pesci e i crostacei) con la coltivazione Idroponica (ovvero la coltura di vegetali senza l’utilizzo della terra). E’ il matrimonio perfetto tra due sistemi di produzione alimentare ben collaudati che si integrano in una relazione di simbiosi naturale massimizzando così le loro qualità individuali.

Schematicamente un impianto acquaponico utilizza l’acqua delle vasche all’interno delle quali vengono allevati dei pesci per irrigare gli speciali letti di crescita, privi di terra e concime, dove sono collocate le piantine da crescere.

L’acqua è ricca di sostanze nutrienti che possono essere utilizzate dalle piante per il loro sviluppo grazie alle ricche popolazioni batteriche benefiche coltivate nei letti di crescita che si occupano di trasformare le sostanze di rifiuto in importanti elementi di crescita assorbiti dalle radici vegetali. L’acqua così trattata in maniera naturale ritorna purificata nelle vasche per un nuovo ciclo.

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Produzione ecosostenibile biologica simultanea di specie ittiche di acqua dolce e marine e di ortaggi e piante commerciali

Non solo in Italia ma anticipatamente nel mondo occidentale, si è generato nell’ultimo decennio un forte impulso a studiare sistemi integrati di allevamento e coltivazione che sfruttino le relazioni naturali sinergiche esistenti tra le piante e gli animali per ottenere produzioni di specie acquatiche e vegetali terrestri, con il minimo impatto ambientale antropico e rispettando la conservazione delle risorse idriche ed energetiche. Grazie alla ricerca iniziata più di trenta anni fa prima negli Stati Uniti e successivamente in Australia, è diventato ora possibile produrre gamberi di acqua dolce anche nel proprio giardino di casa oppure allevare pesci commestibili o ornamentali coltivando al contempo ad esempio pomodori, zucchine, basilico ed insalata direttamente all’interno di strutture coperte in pieno centro storico cittadino, senza avere bisogno né di terra né di una fonte d’acqua consistente. Questo “miracolo” è stato reso possibile grazie alla messa a punto di efficaci sistemi a ricircolo e recupero dell’acqua che lavorano in perfetta sinergia con apparati biofiltranti vegetali in un regime completamente naturale. I sistemi di ricircolo ecosostenibili così utilizzati possono essere dimensionati per poter soddisfare sia le esigenze alimentari ed economiche di una singola famiglia sia le aspettative più ampie di una produzione commerciale, indirizzata alla fornitura di specie acquatiche e vegetali commestibili ai mercati locali, ai supermercati, ai ristoranti e alle catene di distribuzione alimentare, garantendo loro una fornitura costante di alta qualità organolettica durante l’intera durata dell’anno. Impianti commerciali di questo genere (denominati sistemi acquaponici) sono sorti negli ultimi anni in diverse nazioni quali gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, la Germania, e la Gran Bretagna mentre altri Paesi come la Cina e la Thailandia, già grandi operatori nel settore dell’Acquacoltura, si sono interessati a questo metodo di produzione più ecosostenibile ed efficiente per la produzione di pesci, gamberi e vegetali commestibili. In Giappone in particolare i sistemi acquaponici sono stati installati nei sotterranei di alcuni grattacieli o in locali adiacenti a ristoranti biologici e contribuiscono con il loro funzionamento a fornire cibi freschi a chilometri zero agli abitanti locali. Negli Stati Uniti sono nate vere e proprie fattorie urbane acquaponiche che hanno consentito il recupero di capannoni ed altri edifici in disuso riconvertendoli in maniera ecologica e rendendoli il cuore produttivo di farmer market che possono offrire oltre ai prodotti vegetali anche quelli ittici di acqua dolce come trote, pesci gatto, carpe, tilapia. Nel 2012 negli Emirati Arabi è stato inaugurato il più grande impianto di acquaponica; gli Emirati importano infatti circa l’85% del cibo a causa della loro difficoltà a coltivare nel loro territorio. Questa dipendenza fa sì che le oscillazioni del mercato e i problemi di fornitura abbiano su di loro un impatto maggiore a livello di deficit alimentare. Il Baniyas Center (così si chiama l’impianto acquaponico) è in grado di produrre a regime ben 200

tonnellate di pesce e 300 mila cespi di lattuga ogni anno, contribuendo a ridurre il ricorso all’importazione fornendo una maggior sicurezza alimentare per la nazione. Inoltre a causa del modo in cui il sistema ricicla l’acqua, è prevista che quest’ultima rimane utilizzabile per un anno o più all’interno dei serbatoi senza che vi sia la necessità di sostituirla.

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COME FUNZIONA L’ACQUAPONICA L’Acquaponica è un sistema di produzione ecosostenibile innovativo che coniuga insieme l’Acquacoltura (ovvero l’allevamento di specie acquatiche quali i pesci e i crostacei) con la coltivazione Idroponica (ovvero la coltura di vegetali senza l’utilizzo della terra). E’ il matrimonio perfetto tra due sistemi di produzione alimentare ben collaudati che si integrano in una relazione di simbiosi naturale, massimizzando in tal modo le loro qualità individuali. Schematicamente in un impianto acquaponico l’acqua della vasca, all’interno della quale vengono allevati dei pesci o dei gamberi (separatamente oppure insieme), viene utilizzata per irrigare speciali letti di crescita, privi di terra e concime, dove sono collocate le piantine o addirittura direttamente i semi da far germogliare. L’acqua è ricca di sostanze nutrienti, provenienti dal metabolismo degli animali e dai resti di cibo, che possono essere utilizzate dalle piante per il loro sviluppo grazie all’azione biochimica di alcune popolazioni benefiche completamente naturali di microrganismi coltivati opportunamente nei letti di crescita; in questo modo le sostanze, altrimenti considerate di rifiuto (e quindi destinate ad essere smaltite), vengono trasformate biologicamente e naturalmente in importanti elementi fertili adatti per poter essere assorbiti dalle radici delle piante. L’acqua così trattata in maniera naturale ritorna quindi depurata e purificata nelle vasche per il mantenimento del benessere degli animali allevati. Il ripetersi di diversi cicli di depurazione idrica ogni giorno consente di apportare continuamente sostanze nutrienti alle piante e di poter allevare nelle migliori condizioni gli animali acquatici.

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La coltura acquaponica che produce 450.000 kg di cibo all’anno

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I pesci concimano le acque in cui gli ortaggi affondano le radici, le piante depurano il liquido e lo restituiscono pulito ed ossigenato alle vasche mentre crescono rigogliose. Questa è la coltura acquaponica riassunta in poche parole, il sistema che abbina allevamento ittico ed agricoltura per risparmiare spazio, acqua e fare completamente a meno di fertilizzanti e pesticidi.

 

Will Allen, il fondatore di Growing Power, ha fatto della coltura acquaponica uno stile di vita ed utilizza questo tipo di fattoria urbana come mezzo educativo per i giovani di Milwaukee. In tre acri, circa 12.000 metri quadrati, lui ed i ragazzi del Growing Youth Corps Power, riescono a produrre oltre 450.000 chili di cibo e vendono circa 100.000 pesci ogni anno. 

Questi numeri per una coltura tradizionale sono impensabili, ma la sovrapposizione di vasche e strato vegetale permette di raddoppiare lo spazio, mentre lo scambio di nutrienti tra animali e piante accelera del 50% la crescita rispetto a quella nei campi.

Zafferano in Acquaponica ovvero come ottenere oro rosso dai pesci o dai gamberi

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